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Allenamenti Podismo

Tutto il corpo a casa: lungo

Allena tutto il corpo a casa con otto esercizi e quattro serie, quando hai tempo per una seduta piena.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
44 min
Durezza
2 su 5
Livelli
Intermedio, Esperto
Dove
casa

Totale: 44 minuti. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Squat: 4 serie da 15 ripetizioni, recupero 45 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  2. Affondo: 4 serie da 12 ripetizioni, recupero 1 minuto

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  3. Ponte su una gamba: 4 serie da 10 ripetizioni, recupero 45 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  4. Sollevamenti su un piede: 4 serie da 12 ripetizioni, recupero 45 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  5. Spinte sulle braccia: 4 serie da 12 ripetizioni, recupero 45 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  6. Rematore con elastico: 4 serie da 12 ripetizioni, recupero 45 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  7. Plank laterale: 3 serie da 30 secondi di tenuta, recupero 30 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  8. Coleottero: 3 serie da 12 ripetizioni, recupero 30 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

Come si fa

Squat
  1. Mettiti in piedi con i piedi larghi come le spalle e le punte appena rivolte verso l'esterno, braccia distese davanti a te per l'equilibrio.
  2. Spingi il bacino indietro e piega le ginocchia come per sederti su una sedia, tenendo il petto alto e la schiena dritta.
  3. Scendi in circa 2 secondi fin dove riesci senza staccare i talloni, al massimo con le cosce parallele al pavimento.
  4. Risali spingendo su tutto il piede, soprattutto sui talloni, e butta fuori l'aria mentre sali.
  5. Le ginocchia seguono la direzione delle punte dei piedi; lo sforzo si sente nelle cosce e nei glutei.

L'errore più comune. Lasciare che le ginocchia cadano verso l'interno, soprattutto mentre risali: il carico si sposta sull'articolazione invece che sui muscoli, quindi spingi le ginocchia in fuori, nella direzione delle punte.

Affondo
  1. Mettiti in piedi con i piedi larghi come il bacino e le mani sui fianchi.
  2. Fai un passo lungo in avanti con una gamba e scendi in verticale, piegando tutte e due le ginocchia, finché il ginocchio dietro sfiora il pavimento.
  3. In basso il ginocchio davanti resta sopra la caviglia e il busto resta dritto.
  4. Torna su spingendo con il piede davanti e riporta la gamba accanto all'altra; poi fai lo stesso con l'altra gamba.
  5. Butta fuori l'aria mentre risali; lo sforzo si sente nella coscia e nel gluteo della gamba davanti.

L'errore più comune. Far crollare il busto in avanti mentre scendi: il peso passa sul ginocchio davanti e perdi l'equilibrio, quindi tieni il petto alto e lo sguardo avanti, come se scendessi in ascensore.

Ponte su una gamba
  1. Mettiti come per il ponte: a pancia in su, ginocchia piegate e piedi a terra.
  2. Distendi una gamba in avanti, tenendo le due cosce alla stessa altezza.
  3. Spingi sul tallone del piede rimasto a terra e solleva il bacino, tenendolo dritto, senza che un fianco scenda.
  4. Stringi il gluteo in alto, scendi piano e ripeti; finita la serie, cambia gamba.

L'errore più comune. Lasciare che il bacino ruoti e che il fianco della gamba distesa scenda: il gluteo che stai allenando smette di tenerlo, quindi fai meno ripetizioni ma con il bacino dritto.

Sollevamenti su un piede
  1. Mettiti in piedi su un piede solo, con l'altro sollevato da terra e una mano al muro per l'equilibrio, non per spingere.
  2. Sali sulla punta in 2 secondi, con il peso sulla base dell'alluce e delle prime dita.
  3. Scendi in 3 secondi fino a riappoggiare il tallone, poi riparti.
  4. Finita la serie, cambia piede e fai le stesse ripetizioni con l'altro.

L'errore più comune. Spostare il peso sul bordo esterno del piede mentre sali: la caviglia si piega verso fuori e il polpaccio lavora meno, quindi tieni la spinta sulla base dell'alluce.

Spinte sulle braccia
  1. Metti le mani a terra larghe come le spalle o poco di più, i piedi dietro di te, con il corpo dritto dalla testa ai talloni.
  2. Scendi piegando i gomiti, che vanno un po' indietro e non aperti di lato, finché il petto arriva vicino al pavimento.
  3. Risali distendendo le braccia, sempre con il corpo dritto, e butta fuori l'aria mentre sali.
  4. Se è troppo difficile, appoggia le ginocchia a terra oppure metti le mani su una panca o sul bordo di un tavolo stabile.

L'errore più comune. Lasciar cadere il bacino verso il pavimento: la schiena si inarca e il tronco smette di lavorare, quindi tieni pancia e glutei stretti, oppure appoggia le ginocchia.

Rematore con elastico
  1. Fissa l'elastico a un punto stabile all'altezza del petto, per esempio la maniglia di una porta ben chiusa, e prendine le due estremità.
  2. Fai un passo indietro finché l'elastico è teso, con le braccia distese davanti e le ginocchia appena piegate.
  3. Tira i gomiti indietro, vicini al corpo, avvicinando le scapole tra loro, in circa 2 secondi.
  4. Torna avanti piano, in 2 o 3 secondi, con le spalle basse e lontane dalle orecchie.

L'errore più comune. Alzare le spalle verso le orecchie mentre tiri: lavorano i muscoli del collo invece di quelli della schiena, quindi tieni le spalle basse e pensa a portare indietro i gomiti.

Plank laterale
  1. Sdraiati su un fianco con il gomito appoggiato sotto la spalla e le gambe distese, un piede sopra l'altro.
  2. Solleva il bacino da terra finché testa, bacino e piedi sono in linea.
  3. Tieni il corpo dritto e il bacino fermo, respirando normalmente; lo sforzo si sente sul fianco che sta in basso.
  4. Finita la tenuta, scendi piano e cambia lato. Se è troppo difficile, tieni le ginocchia piegate e appoggiate a terra.

L'errore più comune. Lasciar ruotare il bacino in avanti o indietro: il fianco smette di lavorare e il peso va sulla spalla, quindi tieni il bacino rivolto in avanti, come se fossi tra due vetri.

Coleottero
  1. Sdraiati a pancia in su, con le braccia tese verso il soffitto e le ginocchia piegate ad angolo retto sopra le anche.
  2. Premi leggermente la parte bassa della schiena contro il pavimento, con l'addome teso.
  3. Allunga piano un braccio dietro la testa e la gamba opposta in avanti, verso il pavimento, buttando fuori l'aria.
  4. Torna al centro e ripeti con l'altro braccio e l'altra gamba; scendi solo fin dove la schiena resta appoggiata.

L'errore più comune. Staccare la schiena dal pavimento quando allunghi la gamba: l'addome non tiene più e lavora la zona lombare, quindi non portare la gamba così in basso e fermati prima.

Come ti senti

È lunga, e verso la fine la fatica si accumula su gambe e addome. Rispetta le pause indicate: se le accorci, gli ultimi esercizi li fai male.

L'errore tipico

Passare all'esercizio più difficile o aggiungere peso prima che il movimento sia pulito: lo sforzo si sposta su articolazioni e schiena, e la zona che volevi allenare lavora meno.

Quando farla

Due volte a settimana, in qualsiasi periodo della preparazione, in giornate lontane dalle sedute dure: per esempio dopo una corsa facile.

Dopo: Lascia almeno due giorni prima di allenare di nuovo la stessa zona; nel frattempo puoi correre o lavorare su un'altra zona.

In cosa differisce

È la più lunga delle sedute a casa: rispetto a quella normale passa a quattro serie, lavora su una gamba sola nel ponte e nei polpacci e aggiunge il rematore con l'elastico. Sceglila quando la versione normale ti viene facile.

Come progredire

Prima aggiungi qualche ripetizione, poi una serie, e solo alla fine passa alla versione successiva. Il momento giusto è quando l'ultima serie ti viene pulita come la prima e il giorno dopo la zona non si fa sentire.

Quando non farla

  • Dolore oltre 3 su 10.
  • Dolore in corso senza parere medico.

Fastidio fino a 3 su 10 che sparisce il giorno dopo: puoi continuare. Oltre 3 su 10, o se il giorno dopo è peggio: fermati e parlane con il medico o il fisioterapista.

Età minima nel programma: 14 anni.

Rinforzo: come funziona

Sono esercizi per una zona alla volta, piede, polpaccio, ginocchio, gluteo, parte dietro della coscia e tronco, oppure per tutto il corpo, a casa o in palestra. Muscoli e tendini si adattano a un carico che cresce un po' alla volta: in adulti sani i tendini diventano più rigidi in programmi di almeno otto settimane, soprattutto quando il carico è alto [4]. Per questo contano la costanza e un carico che sale, più del singolo esercizio.

Per farla bene

  • Scegli la zona che ti interessa e il tempo che hai: anche dieci minuti, due o tre volte a settimana, sono un buon inizio.
  • Fai i movimenti lenti e controllati, anche nella fase in cui scendi: se per finire la serie devi andare di fretta o cambiare postura, il carico è troppo.
  • Aumenta una cosa per volta, prima le ripetizioni e poi il carico o la difficoltà, e solo quando l'ultima serie ti viene pulita.
  • Un po' di indolenzimento il giorno dopo è normale nelle prime settimane. Con un dolore in corso, invece, gli esercizi li decide il fisioterapista o il medico, non una scheda.

Quanto è provata

Viene dalla pratica degli allenatori

Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena. [1][2][5]

Rinforzo: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Migliora l'economia di corsa, anche se di poco [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. La forza riduce gli infortuni in RCT di sport vari, non solo corsa [3]. Gli esercizi legati a un problema deve rivederli un fisioterapista.

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Forza.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Denadai BS, de Aguiar RA, de Lima LC, Greco CC, Caputo F (2017). Explosive Training and Heavy Weight Training are Effective for Improving Running Economy in Endurance Athletes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(3), 545-554. doi:10.1007/s40279-016-0604-z

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 effetti da 16 studi; effetto piccolo.

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  2. Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners' Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(4), 895-932. doi:10.1007/s40279-023-01978-y

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 652 corridori moderatamente o molto allenati. I carichi alti rendono di più ad alta velocità e con VO2max alto.

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  3. Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British journal of sports medicine, 48(11), 871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: RCT di sport vari, non solo corsa.

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  4. Bohm S, Mersmann F, Arampatzis A (2015). Human tendon adaptation in response to mechanical loading: a systematic review and meta-analysis of exercise intervention studies on healthy adults. Sports medicine - open, 1(1), 7. doi:10.1186/s40798-015-0009-9

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 264 partecipanti, solo tendine d'Achille e rotuleo. Nessun dato su corridori, prestazione o infortuni.

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  5. Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). The Effect of Strength Training Methods on Middle-Distance and Long-Distance Runners' Athletic Performance: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(7), 1801-1833. doi:10.1007/s40279-024-02018-z

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Effetti banali su VO2max e velocità di sprint.

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