Core: base
Allena addominali e schiena a tenere fermo il tronco mentre braccia e gambe si muovono.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 7 min
- Durezza
- 1 su 5
- Livelli
- Principiante, Intermedio, Esperto
- Dove
- casa
Totale: 7 minuti. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Plank: 3 serie da 30 secondi di tenuta, recupero 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Cane da punta: 3 serie da 12 ripetizioni, recupero 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Come si fa
Plank
- Appoggia a terra gli avambracci, con i gomiti sotto le spalle, e le punte dei piedi dietro di te.
- Solleva il corpo finché testa, spalle, bacino e talloni sono in linea, come una tavola.
- Tieni l'addome teso, come se aspettassi un colpo leggero alla pancia, e stringi un poco i glutei.
- Respira normalmente per tutta la tenuta, senza trattenere il fiato; lo sforzo si sente nella pancia.
- Se è troppo difficile, appoggia a terra le ginocchia al posto dei piedi.
L'errore più comune. Lasciar cadere il bacino verso il pavimento: la schiena si inarca e la zona lombare lavora al posto dell'addome, quindi stringi pancia e glutei, oppure appoggia le ginocchia e accorcia la tenuta.
Cane da punta
- Mettiti a quattro zampe, con le mani sotto le spalle, le ginocchia sotto le anche e la schiena dritta.
- Tieni l'addome teso e allunga piano un braccio in avanti e la gamba opposta indietro, fino a portarli in linea con la schiena.
- Resta così un paio di secondi senza che il bacino si muova, poi torna piano a quattro zampe.
- Ripeti con l'altro braccio e l'altra gamba, alternando i lati.
L'errore più comune. Inarcare la schiena alzando la gamba troppo in alto: lavora la zona lombare invece dell'addome, quindi fermati quando la gamba è in linea con la schiena.
Come ti senti
L'addome è teso ma il respiro resta normale, senza trattenerlo. Se nel plank senti la zona lombare invece della pancia, il bacino sta scendendo.
L'errore tipico
Passare all'esercizio più difficile o aggiungere peso prima che il movimento sia pulito: lo sforzo si sposta su articolazioni e schiena, e la zona che volevi allenare lavora meno.
Quando farla
Due volte a settimana, in qualsiasi periodo della preparazione, in giornate lontane dalle sedute dure: per esempio dopo una corsa facile.
Dopo: Lascia almeno due giorni prima di allenare di nuovo la stessa zona; nel frattempo puoi correre o lavorare su un'altra zona.
In cosa differisce
Sono solo due esercizi, il plank e il cane da punta, senza attrezzi e con tenute brevi. È la versione da cui partire, prima del core completo.
Come progredire
Prima aggiungi qualche ripetizione, poi una serie, e solo alla fine passa alla versione successiva. Il momento giusto è quando l'ultima serie ti viene pulita come la prima e il giorno dopo la zona non si fa sentire.
Quando non farla
- Dolore oltre 3 su 10.
- Dolore in corso senza parere medico.
Fastidio fino a 3 su 10 che sparisce il giorno dopo: puoi continuare. Oltre 3 su 10, o se il giorno dopo è peggio: fermati e parlane con il medico o il fisioterapista.
Età minima nel programma: 14 anni.
Rinforzo: come funziona
Sono esercizi per una zona alla volta, piede, polpaccio, ginocchio, gluteo, parte dietro della coscia e tronco, oppure per tutto il corpo, a casa o in palestra. Muscoli e tendini si adattano a un carico che cresce un po' alla volta: in adulti sani i tendini diventano più rigidi in programmi di almeno otto settimane, soprattutto quando il carico è alto [4]. Per questo contano la costanza e un carico che sale, più del singolo esercizio.
Per farla bene
- Scegli la zona che ti interessa e il tempo che hai: anche dieci minuti, due o tre volte a settimana, sono un buon inizio.
- Fai i movimenti lenti e controllati, anche nella fase in cui scendi: se per finire la serie devi andare di fretta o cambiare postura, il carico è troppo.
- Aumenta una cosa per volta, prima le ripetizioni e poi il carico o la difficoltà, e solo quando l'ultima serie ti viene pulita.
- Un po' di indolenzimento il giorno dopo è normale nelle prime settimane. Con un dolore in corso, invece, gli esercizi li decide il fisioterapista o il medico, non una scheda.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena. [5]
Rinforzo: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Migliora l'economia di corsa, anche se di poco [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. La forza riduce gli infortuni in RCT di sport vari, non solo corsa [3]. Gli esercizi legati a un problema deve rivederli un fisioterapista.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Forza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Denadai BS, de Aguiar RA, de Lima LC, Greco CC, Caputo F (2017). Explosive Training and Heavy Weight Training are Effective for Improving Running Economy in Endurance Athletes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(3), 545-554. doi:10.1007/s40279-016-0604-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 effetti da 16 studi; effetto piccolo.
Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners' Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(4), 895-932. doi:10.1007/s40279-023-01978-y
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 652 corridori moderatamente o molto allenati. I carichi alti rendono di più ad alta velocità e con VO2max alto.
Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British journal of sports medicine, 48(11), 871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: RCT di sport vari, non solo corsa.
Bohm S, Mersmann F, Arampatzis A (2015). Human tendon adaptation in response to mechanical loading: a systematic review and meta-analysis of exercise intervention studies on healthy adults. Sports medicine - open, 1(1), 7. doi:10.1186/s40798-015-0009-9
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 264 partecipanti, solo tendine d'Achille e rotuleo. Nessun dato su corridori, prestazione o infortuni.
Powers CM (2010). The influence of abnormal hip mechanics on knee injury: a biomechanical perspective J Orthop Sports Phys Ther, 40(2), 42-51. doi:10.2519/jospt.2010.3337
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Commento di livello 5: non prova causa.