Forza in palestra: base
Ti insegna squat, stacco e affondi con pesi leggeri, prima di passare ai carichi pesanti.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 22 min
- Durezza
- 3 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- palestra
Totale: 22 minuti. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Squat con bilanciere leggero: 3 serie da 10 ripetizioni, recupero 1 minuto e 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Stacco rumeno: 3 serie da 10 ripetizioni, recupero 1 minuto e 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Affondi con manubri: 2 serie da 10 ripetizioni, recupero 1 minuto
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Polpacci alla macchina: 3 serie da 12 ripetizioni, recupero 45 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Plank: 3 serie da 45 secondi di tenuta, recupero 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Come si fa
Squat con bilanciere
- Con il bilanciere su un supporto all'altezza delle spalle, mettiti sotto e appoggialo sulla parte alta della schiena, non sul collo, con le mani più larghe delle spalle.
- Fai un passo indietro, con i piedi larghi come le spalle e le punte appena aperte; prendi aria e tieni l'addome teso.
- Scendi controllato spingendo il bacino indietro e piegando le ginocchia, con il petto alto, fin dove la schiena resta dritta.
- Risali spingendo su tutto il piede e butta fuori l'aria verso la fine della salita.
- Le prime volte usa un peso leggero, lavora in una gabbia con le sicure regolate e fatti seguire da un istruttore.
L'errore più comune. Piegare la schiena in avanti mentre scendi o risali: il peso finisce sulla zona lombare invece che sulle gambe, quindi scendi solo fin dove la schiena resta dritta e alleggerisci se non ci riesci.
Prima di farlo. Prendi il bilanciere solo quando lo squat a corpo libero ti viene con la schiena dritta e le ginocchia in linea con i piedi. Parti leggero, anche con il bilanciere scarico, e aggiungi peso solo se l'ultima ripetizione resta pulita.
Perché ti serve. È lo squat con un carico in più, che fa lavorare di più cosce e glutei.
Stacco rumeno
- Mettiti in piedi con i piedi larghi come il bacino e un manubrio per mano, o un bilanciere, davanti alle cosce.
- Piega appena le ginocchia e tienile così per tutto il movimento.
- Spingi il bacino indietro e lascia scendere il peso lungo le gambe, vicino al corpo, con la schiena dritta, finché senti tirare dietro le cosce.
- Risali in circa 2 secondi portando il bacino in avanti, stringendo i glutei e buttando fuori l'aria.
L'errore più comune. Curvare la schiena per arrivare più in basso: il carico passa dai muscoli dietro la coscia alla zona lombare, quindi scendi solo fin dove la schiena resta dritta.
Prima di farlo. Se non l'hai mai fatto, impara prima il movimento del bacino che va indietro senza carico, o con un bastone lungo la schiena, e poi aggiungi peso poco per volta.
Perché ti serve. Rinforza il retro della coscia e i glutei, che lavorano tanto quando la gamba si allunga in avanti e poi spinge.
Affondi con manubri
- Mettiti in piedi con un manubrio per mano e le braccia distese lungo i fianchi; le prime volte scegli manubri leggeri.
- Fai un passo lungo in avanti e scendi in verticale finché il ginocchio dietro sfiora il pavimento, con il busto dritto.
- Torna su spingendo con la gamba davanti e riporta il piede accanto all'altro.
- Puoi alternare le gambe oppure finire tutte le ripetizioni di un lato e poi passare all'altro.
L'errore più comune. Fare un passo troppo corto: il ginocchio davanti va molto oltre la punta del piede e il tallone si stacca, quindi allunga il passo finché, in basso, tutte e due le ginocchia sono piegate ad angolo retto.
Prima di farlo. Prendi i manubri solo quando gli affondi a corpo libero ti vengono stabili, senza che il busto crolli in avanti.
Perché ti serve. Lo stesso lavoro su una gamba alla volta degli affondi, con un carico in più.
Polpacci alla macchina
- Usa la macchina per i polpacci, oppure stai in piedi con un manubrio in una mano e l'altra mano appoggiata al muro.
- Scegli un peso con cui riesci a fare tutte le ripetizioni arrivando bene in alto.
- Sali sulle punte in 2 secondi, fermati un attimo, poi scendi in 3 secondi.
- Tieni le ginocchia distese ma non bloccate: lo sforzo deve restare nei polpacci.
L'errore più comune. Caricare prima di controllare il gesto: con troppo peso i talloni salgono a metà e scendono di colpo, quindi alleggerisci finché ogni ripetizione arriva in alto e torna giù in tre secondi.
Prima di farlo. Scegli un carico che ti lascia scendere lento e controllato fino all'ultima ripetizione, e prima impara il gesto a corpo libero.
Perché ti serve. Lo stesso lavoro dei sollevamenti sulle punte, con un carico più alto del tuo peso.
Plank
- Appoggia a terra gli avambracci, con i gomiti sotto le spalle, e le punte dei piedi dietro di te.
- Solleva il corpo finché testa, spalle, bacino e talloni sono in linea, come una tavola.
- Tieni l'addome teso, come se aspettassi un colpo leggero alla pancia, e stringi un poco i glutei.
- Respira normalmente per tutta la tenuta, senza trattenere il fiato; lo sforzo si sente nella pancia.
- Se è troppo difficile, appoggia a terra le ginocchia al posto dei piedi.
L'errore più comune. Lasciar cadere il bacino verso il pavimento: la schiena si inarca e la zona lombare lavora al posto dell'addome, quindi stringi pancia e glutei, oppure appoggia le ginocchia e accorcia la tenuta.
Perché ti serve. Allena addome e schiena a tenere fermo il busto, quello che fanno a ogni passo mentre le gambe si muovono.
Come ti senti
I muscoli lavorano ma il respiro resta tranquillo, e alla fine di ogni serie senti che ne avresti ancora qualcuna. Se arrivi al limite, il peso è troppo alto per questa fase.
L'errore tipico
Aggiungere peso prima di aver imparato il movimento: la tecnica si rompe nelle ultime ripetizioni, e lo sforzo finisce su schiena e ginocchia invece che sui muscoli che vuoi allenare.
Quando farla
Due volte a settimana, con almeno due giorni in mezzo, in tutte le fasi della preparazione. Mettila in una giornata lontana dalle sedute dure, per esempio dopo una corsa facile.
Dopo: Lascia almeno due giorni tra due sedute di forza.
In cosa differisce
È il passaggio dal corpo libero alla palestra: pesi leggeri, dieci ripetizioni e pause abbastanza lunghe da pensare alla tecnica. Sceglila prima della versione con carichi pesanti, anche se a corpo libero sei già forte.
Come progredire
Prima impara bene il movimento, poi aggiungi una serie, e solo alla fine aumenta il peso o passa alla versione più difficile. È il momento di salire quando le ultime ripetizioni ti vengono pulite come le prime.
Quando non farla
- Dolore acuto.
- Nei 7 giorni prima di una gara importante niente carichi massimali.
Età minima nel programma: 16 anni.
Forza e mobilità: come funziona
Forza, pliometria, cioè balzi e saltelli, core e mobilità si fanno fuori dalla corsa. Il lavoro con carichi pesanti e quello esplosivo abbassano il costo della corsa, cioè l'energia che spendi a un certo ritmo, in media di circa il 4% rispetto a chi non li fa [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Anche i tendini rispondono al carico: in adulti sani, con programmi di almeno otto settimane, diventano più rigidi, e conta soprattutto quanto è pesante il carico [4].
Per farla bene
- Due o tre sedute a settimana sono la dose usata negli studi [5]: meglio poche e regolari che tante e saltuarie.
- Per l'economia contano i carichi alti, cioè pesi con cui riesci a fare poche ripetizioni, mentre i carichi medi non hanno dato risultati [2]. Arrivaci per gradi, imparando prima il movimento con pesi leggeri.
- Mettila dopo una seduta dura o in un giorno senza corsa, ma non il giorno prima del lungo o delle ripetute, perché le gambe pesanti rovinerebbero la corsa.
- La mobilità falla perché ti fa muovere meglio e stare bene: nei trial di vari sport lo stretching non ha ridotto gli infortuni, mentre la forza sì [6].
- Anche il corpo libero a casa funziona: in ultramaratoneti ben allenati dodici settimane di forza e balzi fatti a casa hanno abbassato il costo della corsa del 3-4% [7].
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2]
Forza e mobilità: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Migliora l'economia di corsa, anche se di poco [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Sulla gara le prove sono più deboli [3].
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Forza, Economia di corsa.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Denadai BS, de Aguiar RA, de Lima LC, Greco CC, Caputo F (2017). Explosive Training and Heavy Weight Training are Effective for Improving Running Economy in Endurance Athletes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(3), 545-554. doi:10.1007/s40279-016-0604-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 effetti da 16 studi; effetto piccolo.
Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners' Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(4), 895-932. doi:10.1007/s40279-023-01978-y
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 652 corridori moderatamente o molto allenati. I carichi alti rendono di più ad alta velocità e con VO2max alto.
Torna al testo 1Torna al testo 2Torna al testo 3Torna al testo 4
Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). The Effect of Strength Training Methods on Middle-Distance and Long-Distance Runners' Athletic Performance: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(7), 1801-1833. doi:10.1007/s40279-024-02018-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Effetti banali su VO2max e velocità di sprint.
Bohm S, Mersmann F, Arampatzis A (2015). Human tendon adaptation in response to mechanical loading: a systematic review and meta-analysis of exercise intervention studies on healthy adults. Sports medicine - open, 1(1), 7. doi:10.1186/s40798-015-0009-9
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 264 partecipanti, solo tendine d'Achille e rotuleo. Nessun dato su corridori, prestazione o infortuni.
Blagrove RC, Howatson G, Hayes PR (2018). Effects of Strength Training on the Physiological Determinants of Middle- and Long-Distance Running Performance: A Systematic Review. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 48(5), 1117-1149. doi:10.1007/s40279-017-0835-7
Letto: testo.abbiamo aperto il testo completo e letto i passaggi con le cifre citate, senza leggere tutto l'articolo riga per riga. Limite: Revisione sistematica senza meta-analisi; PEDro 4-6. Da qui viene il 2-8%.
Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British journal of sports medicine, 48(11), 871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: RCT di sport vari, non solo corsa.
Giovanelli N, Taboga P, Rejc E, Lazzer S (2017). Effects of strength, explosive and plyometric training on energy cost of running in ultra-endurance athletes. European journal of sport science, 17(7), 805-813. doi:10.1080/17461391.2017.1305454
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Ultra ben allenati.