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Allenamenti Podismo

Mobilità completa

Allunga con calma anche, polpacci, glutei e schiena con cinque movimenti, nei giorni di riposo o dopo una corsa facile.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
17 min
Durezza
1 su 5
Livelli
Principiante, Intermedio, Esperto
Dove
casa, palestra

Totale: 17 minuti. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Anche, in affondo basso: 3 serie da 1 minuto di tenuta, recupero 15 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  2. Polpacci contro il muro: 3 serie da 1 minuto di tenuta, recupero 15 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  3. Circonduzioni delle anche: 3 serie da 12 ripetizioni, recupero 15 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  4. Posizione del piccione: 2 serie da 1 minuto di tenuta, recupero 15 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

  5. Rotazioni del busto: 2 serie da 12 ripetizioni, recupero 15 secondi

    Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.

Come si fa

Anche, in affondo basso
  1. Mettiti in ginocchio su un ginocchio, con l'altro piede avanti e il ginocchio davanti piegato ad angolo retto. Se il ginocchio a terra ti dà fastidio, mettici sotto un asciugamano piegato.
  2. Stringi un po' i glutei e porta il bacino avanti di qualche centimetro, con il busto dritto.
  3. Devi sentire tirare davanti all'anca della gamba che sta dietro, senza dolore.
  4. Resta lì respirando con calma per il tempo indicato, poi cambia gamba.

L'errore più comune. Spesso si inarca la schiena per andare più giù, e lo stiramento finisce sulla parte bassa della schiena invece che sull'anca. Tieni il busto dritto e lascia fare il movimento al bacino, anche se ti sembra piccolo.

Perché ti serve. Allunga i muscoli davanti all'anca, che restano accorciati per tutte le ore che passi seduto. Molti corridori lo usano per sentirsi più sciolti nel passo.

Polpacci contro il muro
  1. In piedi davanti a un muro, con le mani appoggiate all'altezza delle spalle.
  2. Porta una gamba indietro di un passo lungo, tesa, con il tallone ben a terra; la gamba davanti è piegata.
  3. Spingi il bacino verso il muro finché senti tirare il polpaccio della gamba dietro, poi resta lì respirando.
  4. Se pieghi un po' il ginocchio dietro, sempre con il tallone giù, senti tirare più in basso, verso il tendine. Alla fine cambia gamba.

L'errore più comune. L'errore tipico è alzare il tallone o girare il piede verso l'esterno, e così lo stiramento sparisce. Tieni il piede dietro dritto, con la punta verso il muro, e il tallone giù.

Perché ti serve. Il polpaccio lavora tantissimo a ogni passo: allungarlo con calma nei giorni di riposo è un modo semplice per scioglierlo.

Circonduzioni delle anche
  1. In piedi, con una mano appoggiata a un muro o a una sedia per stare in equilibrio.
  2. Solleva un ginocchio davanti a te, portalo verso l'esterno e poi giù, come se disegnassi un grande cerchio con il ginocchio.
  3. Muoviti lento e ampio, senza dolore, con il bacino fermo e il busto dritto. Ogni cerchio è una ripetizione.
  4. Poi fai lo stesso nell'altro senso e con l'altra gamba.

L'errore più comune. Se ruoti il busto o il bacino insieme alla gamba, il lavoro lo fa la schiena. Rallenta e fai cerchi più piccoli, ma mossi solo dall'anca.

Perché ti serve. Muove l'anca in tutte le direzioni, mentre la corsa la porta quasi solo avanti e indietro. Va bene per scaldarla prima di correre o per scioglierla nei giorni di riposo.

Posizione del piccione
  1. Parti a quattro zampe. Porta un ginocchio avanti, verso la mano dello stesso lato, e appoggia a terra la gamba piegata, con il piede verso l'altra mano.
  2. Distendi indietro l'altra gamba, con il dorso del piede a terra.
  3. Tieni il bacino dritto e scendi piano con il busto, sulle mani o sugli avambracci, finché senti tirare nel gluteo della gamba piegata.
  4. Resta lì respirando, poi cambia lato. Se il ginocchio davanti ti dà fastidio, avvicina il piede al corpo, oppure fai l'esercizio sdraiato sulla schiena, con la caviglia appoggiata sul ginocchio opposto.

L'errore più comune. Molti forzano per scendere e lasciano cadere il bacino da un lato: il peso va sul ginocchio e non sul gluteo. Se serve, metti un cuscino sotto il bacino e fermati prima di sentire il ginocchio.

Perché ti serve. Allunga i glutei e i muscoli che ruotano l'anca, una zona che dopo tanti chilometri molti sentono rigida.

Rotazioni del busto
  1. In piedi, con i piedi alla larghezza delle spalle, le ginocchia morbide e le braccia incrociate sul petto.
  2. Ruota il busto lentamente da una parte, girando anche lo sguardo, mentre il bacino resta il più possibile fermo.
  3. Torna al centro e ruota dall'altra parte, fin dove ti è comodo e senza strappi.
  4. Respira con calma per tutto il movimento.

L'errore più comune. Girare di scatto, con lo slancio delle braccia, non scioglie niente e può dare fastidio alla schiena. Il movimento deve essere lento e guidato.

Perché ti serve. Quando corri il busto ruota un po' in senso opposto alle gambe. Muoverlo con calma scioglie schiena e spalle, che dopo tante ore seduto o di corsa tendono a irrigidirsi.

Come ti senti

È una seduta calma: il respiro rallenta, e a ogni espirazione il muscolo si lascia andare un po' di più. Non deve mai fare male, solo tirare quel tanto che puoi reggere a lungo.

L'errore tipico

Spingere l'allungamento fino al dolore o molleggiare per arrivare più in fondo: il muscolo si irrigidisce per difendersi, e ottieni l'opposto di quello che cerchi.

Quando farla

In un giorno di riposo o dopo una corsa facile, quando hai tempo per fermarti con calma.

Dopo: Non ti affatica, quindi non serve aspettare: il giorno dopo puoi fare qualsiasi seduta.

In cosa differisce

Rispetto alla mobilità breve aggiunge la posizione del piccione per i glutei e le rotazioni del busto, e tiene ogni posizione un minuto. È quella da scegliere quando hai una ventina di minuti.

Come progredire

Non serve renderla più dura: tienila costante, e se una posizione diventa comoda prova ad andare appena più in fondo, sempre senza dolore.

Quando non farla

  • Dolore acuto.
  • Nei 7 giorni prima di una gara importante niente carichi massimali.

Età minima nel programma: 8 anni.

Forza e mobilità: come funziona

Forza, pliometria, cioè balzi e saltelli, core e mobilità si fanno fuori dalla corsa. Il lavoro con carichi pesanti e quello esplosivo abbassano il costo della corsa, cioè l'energia che spendi a un certo ritmo, in media di circa il 4% rispetto a chi non li fa [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Anche i tendini rispondono al carico: in adulti sani, con programmi di almeno otto settimane, diventano più rigidi, e conta soprattutto quanto è pesante il carico [4].

Per farla bene

  • Due o tre sedute a settimana sono la dose usata negli studi [5]: meglio poche e regolari che tante e saltuarie.
  • Per l'economia contano i carichi alti, cioè pesi con cui riesci a fare poche ripetizioni, mentre i carichi medi non hanno dato risultati [2]. Arrivaci per gradi, imparando prima il movimento con pesi leggeri.
  • Mettila dopo una seduta dura o in un giorno senza corsa, ma non il giorno prima del lungo o delle ripetute, perché le gambe pesanti rovinerebbero la corsa.
  • La mobilità falla perché ti fa muovere meglio e stare bene: nei trial di vari sport lo stretching non ha ridotto gli infortuni, mentre la forza sì [6].
  • Anche il corpo libero a casa funziona: in ultramaratoneti ben allenati dodici settimane di forza e balzi fatti a casa hanno abbassato il costo della corsa del 3-4% [7].

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2]

Forza e mobilità: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Migliora l'economia di corsa, anche se di poco [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Sulla gara le prove sono più deboli [3].

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Recupero, Economia di corsa.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Denadai BS, de Aguiar RA, de Lima LC, Greco CC, Caputo F (2017). Explosive Training and Heavy Weight Training are Effective for Improving Running Economy in Endurance Athletes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(3), 545-554. doi:10.1007/s40279-016-0604-z

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 effetti da 16 studi; effetto piccolo.

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  2. Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners' Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(4), 895-932. doi:10.1007/s40279-023-01978-y

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 652 corridori moderatamente o molto allenati. I carichi alti rendono di più ad alta velocità e con VO2max alto.

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  3. Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). The Effect of Strength Training Methods on Middle-Distance and Long-Distance Runners' Athletic Performance: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(7), 1801-1833. doi:10.1007/s40279-024-02018-z

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Effetti banali su VO2max e velocità di sprint.

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  4. Bohm S, Mersmann F, Arampatzis A (2015). Human tendon adaptation in response to mechanical loading: a systematic review and meta-analysis of exercise intervention studies on healthy adults. Sports medicine - open, 1(1), 7. doi:10.1186/s40798-015-0009-9

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 264 partecipanti, solo tendine d'Achille e rotuleo. Nessun dato su corridori, prestazione o infortuni.

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  5. Blagrove RC, Howatson G, Hayes PR (2018). Effects of Strength Training on the Physiological Determinants of Middle- and Long-Distance Running Performance: A Systematic Review. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 48(5), 1117-1149. doi:10.1007/s40279-017-0835-7

    Letto: testo.abbiamo aperto il testo completo e letto i passaggi con le cifre citate, senza leggere tutto l'articolo riga per riga. Limite: Revisione sistematica senza meta-analisi; PEDro 4-6. Da qui viene il 2-8%.

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  6. Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British journal of sports medicine, 48(11), 871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: RCT di sport vari, non solo corsa.

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  7. Giovanelli N, Taboga P, Rejc E, Lazzer S (2017). Effects of strength, explosive and plyometric training on energy cost of running in ultra-endurance athletes. European journal of sport science, 17(7), 805-813. doi:10.1080/17461391.2017.1305454

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Ultra ben allenati.

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