Pliometria: avanzata
Rende la spinta del piede più rapida ed elastica con salti alti e balzi su una gamba, per chi ha già esperienza.
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La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 16 min
- Durezza
- 3 su 5
- Livelli
- Esperto
- Dove
- palestra
Totale: 16 minuti. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Salti dal gradino: 3 serie da 6 ripetizioni, recupero 2 minuti
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Balzi su una gamba: 3 serie da 8 ripetizioni, recupero 1 minuto e 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Salti in avanti: 3 serie da 8 ripetizioni, recupero 1 minuto e 30 secondi
Le ultime ripetizioni costano, ma la tecnica resta pulita.
Come si fa
Salti dal gradino
- Sali su un gradino basso, come quello delle scale di casa, e mettiti in piedi sul bordo.
- Fai un passo in avanti nel vuoto e lasciati scendere a piedi uniti: dal gradino non salti, scendi.
- Appena tocchi terra con gli avampiedi rimbalza subito verso l'alto, il più rapido possibile, aiutandoti con le braccia.
- Riatterra morbido, fermati, torna sul gradino e riparti con calma. Ogni discesa è una ripetizione.
L'errore più comune. L'errore più frequente è restare troppo a terra, con le ginocchia che si piegano tanto o che vanno verso l'interno. Se ti succede, il gradino è troppo alto per te e ne serve uno più basso: il contatto deve essere corto e le ginocchia in linea con i piedi.
Prima di farlo. È un esercizio avanzato e chiede molto ai tendini. Fallo solo se esegui già bene salti sul posto e balzi, con atterraggi silenziosi, e rimandalo a un altro giorno se hai le gambe stanche.
Perché ti serve. Ti insegna a usare la caduta per rimbalzare più in alto, come fa la gamba a ogni passo quando corri veloce. È uno dei lavori più intensi per la reattività di muscoli e tendini.
Balzi su una gamba
- In piedi su una gamba, con l'altra sollevata che non tocca terra.
- Balza in avanti con la gamba di appoggio, atterra sulla stessa gamba e riparti, come un lungo saltello.
- Atterri sull'avampiede sotto il corpo, con il ginocchio morbido e dritto sopra il piede. Le braccia ti aiutano a stare in equilibrio e a spingere.
- Ogni balzo è una ripetizione. Alla fine le due gambe devono aver fatto lo stesso numero di balzi.
L'errore più comune. Il ginocchio che all'atterraggio cede verso l'interno è il segnale che il balzo è troppo lungo per te. Accorcia e cerca un atterraggio fermo e dritto, la distanza viene dopo.
Prima di farlo. Su una gamba sola tutto il carico va su un ginocchio e su un tendine. Impara prima i salti in avanti a piedi uniti e passa a questi solo quando atterri stabile.
Perché ti serve. Allena la gamba a spingere e a reggere l'atterraggio da sola, che è quello che fa ogni volta che corri.
Salti in avanti
- Piedi alla larghezza dei fianchi, ginocchia piegate, braccia portate indietro.
- Porta le braccia avanti con decisione e salta in avanti a piedi uniti, spingendo insieme con anche, ginocchia e caviglie.
- Atterra morbido sui due piedi, con le ginocchia che si piegano per assorbire e restano in linea con le punte.
- Fermati un attimo in equilibrio, torna in posizione e riparti. Ogni salto è una ripetizione.
L'errore più comune. Atterrare a gambe tese, o con le ginocchia che si chiudono verso l'interno, scarica il colpo sulle articolazioni. Se ti succede, salta meno lontano e pensa solo all'atterraggio.
Prima di farlo. Prima impara a fermarti bene all'atterraggio, senza saltelli per rimetterti in equilibrio: la distanza viene dopo.
Perché ti serve. Allena la spinta di anche, ginocchia e caviglie insieme e il controllo dell'atterraggio.
Come ti senti
Ogni salto è uno sforzo breve e intenso, ma tra uno e l'altro il fiato resta calmo. Appena l'atterraggio diventa pesante o il ginocchio cede verso l'interno, fermati: la serie finisce lì.
L'errore tipico
Cercare l'altezza a scapito dell'atterraggio: se tocchi terra rigido o sbilanciato, il carico sui tendini sale molto e il salto non ti allena più a rimbalzare.
Quando farla
Due volte a settimana, con almeno due giorni in mezzo, in tutte le fasi della preparazione. Mettila in una giornata lontana dalle sedute dure, per esempio dopo una corsa facile.
Dopo: Lascia almeno due giorni tra due sedute di forza.
In cosa differisce
Rispetto alla pliometria di base i salti sono più alti e in parte su una gamba sola, e il carico su tendini e ginocchia è molto maggiore. Sceglila solo se hai fatto la versione base per qualche settimana senza fastidi.
Come progredire
Non alzare il gradino e non allungare i balzi finché ogni atterraggio non è morbido e controllato: qui conta la qualità di ogni salto più del numero.
Quando non farla
- Dolore a tendine d'Achille, ginocchio o tibia.
- Rientro da un infortunio.
Età minima nel programma: 16 anni.
Forza e mobilità: come funziona
Forza, pliometria, cioè balzi e saltelli, core e mobilità si fanno fuori dalla corsa. Il lavoro con carichi pesanti e quello esplosivo abbassano il costo della corsa, cioè l'energia che spendi a un certo ritmo, in media di circa il 4% rispetto a chi non li fa [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Anche i tendini rispondono al carico: in adulti sani, con programmi di almeno otto settimane, diventano più rigidi, e conta soprattutto quanto è pesante il carico [4].
Per farla bene
- Due o tre sedute a settimana sono la dose usata negli studi [5]: meglio poche e regolari che tante e saltuarie.
- Per l'economia contano i carichi alti, cioè pesi con cui riesci a fare poche ripetizioni, mentre i carichi medi non hanno dato risultati [2]. Arrivaci per gradi, imparando prima il movimento con pesi leggeri.
- Mettila dopo una seduta dura o in un giorno senza corsa, ma non il giorno prima del lungo o delle ripetute, perché le gambe pesanti rovinerebbero la corsa.
- La mobilità falla perché ti fa muovere meglio e stare bene: nei trial di vari sport lo stretching non ha ridotto gli infortuni, mentre la forza sì [6].
- Anche il corpo libero a casa funziona: in ultramaratoneti ben allenati dodici settimane di forza e balzi fatti a casa hanno abbassato il costo della corsa del 3-4% [7].
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2]
Forza e mobilità: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Migliora l'economia di corsa, anche se di poco [1], in corridori moderatamente o molto allenati [2]. Sulla gara le prove sono più deboli [3].
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Economia di corsa, Forza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Denadai BS, de Aguiar RA, de Lima LC, Greco CC, Caputo F (2017). Explosive Training and Heavy Weight Training are Effective for Improving Running Economy in Endurance Athletes: A Systematic Review and Meta-Analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(3), 545-554. doi:10.1007/s40279-016-0604-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 effetti da 16 studi; effetto piccolo.
Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). Effect of Strength Training Programs in Middle- and Long-Distance Runners' Economy at Different Running Speeds: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(4), 895-932. doi:10.1007/s40279-023-01978-y
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 652 corridori moderatamente o molto allenati. I carichi alti rendono di più ad alta velocità e con VO2max alto.
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Llanos-Lagos C, Ramirez-Campillo R, Moran J, Sáez de Villarreal E (2024). The Effect of Strength Training Methods on Middle-Distance and Long-Distance Runners' Athletic Performance: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 54(7), 1801-1833. doi:10.1007/s40279-024-02018-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Effetti banali su VO2max e velocità di sprint.
Bohm S, Mersmann F, Arampatzis A (2015). Human tendon adaptation in response to mechanical loading: a systematic review and meta-analysis of exercise intervention studies on healthy adults. Sports medicine - open, 1(1), 7. doi:10.1186/s40798-015-0009-9
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 264 partecipanti, solo tendine d'Achille e rotuleo. Nessun dato su corridori, prestazione o infortuni.
Blagrove RC, Howatson G, Hayes PR (2018). Effects of Strength Training on the Physiological Determinants of Middle- and Long-Distance Running Performance: A Systematic Review. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 48(5), 1117-1149. doi:10.1007/s40279-017-0835-7
Letto: testo.abbiamo aperto il testo completo e letto i passaggi con le cifre citate, senza leggere tutto l'articolo riga per riga. Limite: Revisione sistematica senza meta-analisi; PEDro 4-6. Da qui viene il 2-8%.
Lauersen JB, Bertelsen DM, Andersen LB (2014). The effectiveness of exercise interventions to prevent sports injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. British journal of sports medicine, 48(11), 871-877. doi:10.1136/bjsports-2013-092538
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: RCT di sport vari, non solo corsa.
Giovanelli N, Taboga P, Rejc E, Lazzer S (2017). Effects of strength, explosive and plyometric training on energy cost of running in ultra-endurance athletes. European journal of sport science, 17(7), 805-813. doi:10.1080/17461391.2017.1305454
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Ultra ben allenati.