Cosa racconta la suola consumata
Meno di quanto si creda. Il consumo sul bordo esterno del tallone è quello abituale, e nell'unico studio che abbiamo trovato non dipendeva da quanto il tallone cade in dentro o in fuori [1]. La suola dice dove la scarpa ha strisciato a terra, non perché ti fa male qualcosa.
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Cosa si è misurato davvero
Di studi ce ne sono pochissimi, e lo scrivono gli stessi autori. In 76 reclute, dopo 14 settimane con le stesse calzature e lo stesso addestramento, il tacco si era consumato soprattutto dietro e verso l'esterno. Il punto di massimo consumo era legato, e debolmente, a quanto il piede punta in fuori. Non era legato al tallone che cade in dentro o in fuori [1].
Erano calzature militari e non scarpe da corsa, e si guardava solo il tacco. Ma basta per dubitare della lettura più diffusa, quella per cui dal consumo si capisce se sei pronatore o supinatore. Studi che colleghino in modo affidabile l'usura della suola alla tecnica di corsa o agli infortuni noi non ne abbiamo trovati.
Le letture che si sentono
Queste sono le letture che si fanno spesso nei negozi e negli studi dei podologi. Le riportiamo come pratica, non come prova: nessuna è stata verificata da uno studio che abbiamo letto.
| Dov'è consumata | Cosa si dice | Cosa possiamo dire noi |
|---|---|---|
| Tallone, lato esterno | Che appoggi di tallone | È il consumo più comune e non indica un problema [1]. Appoggiare di tallone è frequente: in una mezza maratona d'élite gli appoggi di tallone aumentavano man mano che il ritmo calava [2] |
| Avampiede | Che appoggi davanti, o che spingi molto | Nessuno studio letto. Il consumo dipende anche dalla gomma e da dove corri: da solo non dice nulla |
| Bordo interno | Che proni troppo | Nello studio sulle reclute il consumo non era legato al tallone che cade in dentro [1]. Da solo non dice nulla |
| Bordo esterno per tutta la lunghezza | Che supini | Nessuno studio letto. Da solo non dice nulla |
| Una scarpa molto più dell'altra | Che corri storto | È la sola cosa che vale la pena raccontare a un professionista, se hai anche un dolore da quel lato. Da sola non è una diagnosi |
Perché la suola inganna
C'è un motivo di buon senso per non fidarsi troppo. L'usura dipende da molte cose che con il tuo modo di correre c'entrano poco: la gomma, che cambia da un modello all'altro, il fondo su cui corri, il tuo peso, i chilometri, perfino se con quelle scarpe ci cammini. Questo non viene da uno studio: è un ragionamento, e lo diciamo.
C'è poi un limite misurato. Quando la scarpa invecchia sei tu ad adattarti: in 24 corridori, dopo 320 km con lo stesso paio, il piede restava a terra un po' più a lungo e cambiavano gli angoli di busto e caviglia, mentre le forze a terra restavano uguali [3]. La suola che guardi è il risultato di tutto questo insieme.
A cosa serve guardarla
Serve a due cose. La prima è capire quando la scarpa è finita: se il battistrada è consumato fino allo strato sotto, o la schiuma è schiacciata da un lato, è ora di cambiarla. La seconda è avere qualcosa da mostrare: se hai un dolore e vai da un professionista, porta le scarpe con cui corri. Non perché la suola dia la risposta, ma perché è un'informazione in più insieme a tutto il resto.
Non usare la suola per decidere da solo che hai un difetto da correggere. E diffida di chi ti propone una scarpa o un plantare dopo aver guardato solo quella.
Cosa è stato misurato
Cosa nessuno ha dimostrato
- Se dall'usura si possa capire la tecnica di corsa: non abbiamo trovato studi che lo dimostrino.
- Se un certo tipo di usura sia legato a un certo infortunio.
Cosa farne
- Guarda la suola per capire quando cambiare la scarpa, non per farti una diagnosi.
- Se hai un dolore, porta le scarpe a chi ti visita.
- Tieni il conto dei chilometri di ogni paio: ti dice di più dell'usura.
Da leggere insieme a questa
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Finestone AS, Petrov K, Agar G, Honig A, Tamir E, Milgrom C (2012). Pattern of outsole shoe heel wear in infantry recruits. Journal of foot and ankle research, 5(1), 27. doi:10.1186/1757-1146-5-27
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Reclute con calzature militari, non corridori con scarpe da corsa; solo il tacco, 76 persone. Le differenze fra chi ha avuto distorsioni e chi no non sono significative.
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Hasegawa H, Yamauchi T, Kraemer WJ (2007). Foot strike patterns of runners at the 15-km point during an elite-level half marathon. Journal of strength and conditioning research, 21(3), 888-893. doi:10.1519/r-22096.1
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Solo osservazione.
Kong PW, Candelaria NG, Smith DR (2009). Running in new and worn shoes: a comparison of three types of cushioning footwear. British journal of sports medicine, 43(10), 745-9. doi:10.1136/bjsm.2008.047761
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 24 persone, 320 km, corsa a 4,5 m/s in laboratorio; nessun dato su infortuni. Scarpe del 2008.