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Allenamenti Podismo

Cosa si adatta quando ti alleni

Mitocondri, capillari e VO2max migliorano con ogni forma di allenamento, e chi parte più basso guadagna di più, a qualsiasi età [1].

Aggiornato il .

Muscoli e sangue

Una meta-regressione su 5973 persone, compresi malati, trova che conta soprattutto il livello di partenza, mentre il legame col carico è meno chiaro per i capillari [1]. La revisione classica del 1984 spiega perché interessa: con più mitocondri, a pari intensità usi meno glicogeno e più grassi e produci meno lattato [2].

L'intensità è un segnale importante per mitocondri e VO2max, ma su capillari e gettata cardiaca ci sono meno prove [3]. Lo stimolo migliore per i mitocondri non lo conosce nessuno, e da persona a persona cambia molto [4].

Quanto correre piano

Nei migliori al mondo almeno l'80% del volume è a bassa intensità, ma parliamo di 11-14 sedute a settimana e 160-220 km per i maratoneti, quindi per un amatore non è un modello diretto [5].

Polarizzato77%3%20%Al medio46%35%19%PianoMedioForte
Dati citati. In 30 amatori il primo gruppo ha fatto meglio sui 10 km dopo 10 settimane, passando da 39:18 a 37:19 [6].

Nemmeno questa è una legge. In 38 amatori più soglia e meno bassa intensità hanno dato gli stessi miglioramenti su 2 km, con il 17% di tempo in meno [7]. In 12 corridori subélite più bassa intensità ha battuto il medio, -157 s contro -121,5 s in gara in circa 5 mesi [8].

Quando ti fermi

La capacità aerobica cala già entro 4 settimane senza uno stimolo sufficiente, e tenere l'intensità limita la perdita [9][10]. Gli abstract non danno una cifra, e noi non ne scriviamo una.

Una revisione del 2007 ricorda che si sapeva troppo poco per dare raccomandazioni valide su come allenare VO2max, soglia ed economia nei fondisti [11]. Quindi diffida di chi promette il metodo giusto.

Le due cose sicure

  • Ogni allenamento funziona, e chi parte più basso guadagna di più [1].
  • I migliori corrono piano la maggior parte del tempo [5][12].

Le domande senza risposta

  • Quale distribuzione sia la migliore per un amatore, perché i trial sono piccoli e non vanno d'accordo [6][7].
  • Quanto si perda di preciso fermandosi.

Nella tua settimana

Le sedute che c'entrano

Da leggere insieme a questa

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Mølmen KS, Almquist NW, Skattebo Ø (2025). Effects of Exercise Training on Mitochondrial and Capillary Growth in Human Skeletal Muscle: A Systematic Review and Meta-Regression. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 55(1), 115-144. doi:10.1007/s40279-024-02120-2

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Meta-regressione su 5973 persone, compresi malati. Il legame col carico è meno chiaro per i capillari.

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  2. Holloszy JO, Coyle EF (1984). Adaptations of skeletal muscle to endurance exercise and their metabolic consequences. Journal of applied physiology: respiratory, environmental and exercise physiology, 56(4), 831-838. doi:10.1152/jappl.1984.56.4.831

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione classica del 1984.

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  3. MacInnis MJ, Gibala MJ (2017). Physiological adaptations to interval training and the role of exercise intensity. The Journal of physiology, 595(9), 2915-2930. doi:10.1113/jp273196

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

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  4. Bishop DJ, Granata C, Eynon N (2014). Can we optimise the exercise training prescription to maximise improvements in mitochondria function and content? Biochimica et biophysica acta, 1840(4), 1266-1275. doi:10.1016/j.bbagen.2013.10.012

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

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  5. Haugen T, Sandbakk Ø, Seiler S, Tønnessen E (2022). The Training Characteristics of World-Class Distance Runners: An Integration of Scientific Literature and Results-Proven Practice. Sports medicine - open, 8(1), 46. doi:10.1186/s40798-022-00438-7

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Élite: non è un modello diretto per amatori.

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  6. Muñoz I, Seiler S, Bautista J, España J, Larumbe E, Esteve-Lanao J (2014). Does polarized training improve performance in recreational runners? International journal of sports physiology and performance, 9(2), 265-272. doi:10.1123/ijspp.2012-0350

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 30 corridori; livello già buono.

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  7. Festa L, Tarperi C, Skroce K, La Torre A, Schena F (2019). Effects of Different Training Intensity Distribution in Recreational Runners. Frontiers in sports and active living, 1, 70. doi:10.3389/fspor.2019.00070

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 38 amatori; prova su 2 km, non su distanze lunghe.

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  8. Esteve-Lanao J, Foster C, Seiler S, Lucia A (2007). Impact of training intensity distribution on performance in endurance athletes. Journal of strength and conditioning research, 21(3), 943-949. doi:10.1519/r-19725.1

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 12 corridori subélite.

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  9. Mujika I, Padilla S (2000). Detraining: loss of training-induced physiological and performance adaptations. Part II: Long term insufficient training stimulus. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 30(3), 145-154. doi:10.2165/00007256-200030030-00001

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione: nessuna cifra nell'abstract.

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  10. Mujika I, Padilla S (2000). Detraining: loss of training-induced physiological and performance adaptations. Part I: short term insufficient training stimulus. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 30(2), 79-87. doi:10.2165/00007256-200030020-00002

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione: nessuna cifra nell'abstract.

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  11. Midgley AW, McNaughton LR, Jones AM (2007). Training to enhance the physiological determinants of long-distance running performance: can valid recommendations be given to runners and coaches based on current scientific knowledge? Sports medicine (Auckland, N.Z.), 37(10), 857-880. doi:10.2165/00007256-200737100-00003

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa, 2007.

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  12. Seiler S (2010). What is best practice for training intensity and duration distribution in endurance athletes? International journal of sports physiology and performance, 5(3), 276-291. doi:10.1123/ijspp.5.3.276

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa, élite.

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