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Correre d'avampiede non è sempre meglio

Se corri di tallone e non hai infortuni, cambiare appoggio non è raccomandabile. In economia non guadagni e il carico si sposta su caviglia e polpaccio [1].

Aggiornato il .

Le due cose che si sentono dire

Si dice, ma non regge: L'avampiede è sempre meglio

L'avampiede non è più economico del tallone [2]. Riduce il carico sul ginocchio e aumenta quello su caviglia e Achille [3], quindi sposti il problema senza guadagnare.

Si dice, ma non regge: Chi appoggia di tallone si fa più male

Ci sono solo studi retrospettivi e nessun dato prospettico [1]. In 52 atleti universitari chi corre di tallone riferisce più infortuni da stress, ma questo non prova la causa [4].

Cosa succede nella realtà

Fra amatori e subélite in maratona il tallone aumenta col passare dei chilometri, senza legame con il tempo [5]. In una mezza d'élite la quota di appoggi di tallone sale quando la velocità cala [6]. Con i sensori, in maratona, l'impatto alla tibia è simile tra tallone e mediopiede e minore con l'avampiede [7].

Le differenze tra corsa scalza e calzata esistono, ma le prove sono preliminari [8][9].

Quello che cambia poco

  • Cambiare appoggio non dà guadagni di economia [1][2].
  • Il carico si sposta da un'articolazione all'altra [3].

Il dato che manca

  • Se l'appoggio influenzi gli infortuni, perché manca il dato prospettico [1].
  • Se valga anche per chi ha già un problema: lì un professionista può avere buone ragioni per consigliarti altro.

Se stai bene, e se vuoi provare

  • Se stai bene, non cambiare appoggio.
  • Se vuoi provarci comunque, fallo gradualmente e rinforza i polpacci con Polpaccio e Achille: base.

Le sedute che c'entrano

Da leggere insieme a questa

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Anderson LM, Bonanno DR, Hart HF, Barton CJ (2020). What are the Benefits and Risks Associated with Changing Foot Strike Pattern During Running? A Systematic Review and Meta-analysis of Injury, Running Economy, and Biomechanics. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 50(5), 885-917. doi:10.1007/s40279-019-01238-y

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 studi.

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  2. Gruber AH, Umberger BR, Braun B, Hamill J (2013). Economy and rate of carbohydrate oxidation during running with rearfoot and forefoot strike patterns. Journal of applied physiology (Bethesda, Md. : 1985), 115(2), 194-201. doi:10.1152/japplphysiol.01437.2012

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Abituali di tallone e di avampiede, poche velocità.

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  3. Kulmala JP, Avela J, Pasanen K, Parkkari J (2013). Forefoot strikers exhibit lower running-induced knee loading than rearfoot strikers. Medicine and science in sports and exercise, 45(12), 2306-2313. doi:10.1249/mss.0b013e31829efcf7

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Trasversale.

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  4. Daoud AI, Geissler GJ, Wang F, Saretsky J, Daoud YA, Lieberman DE (2012). Foot strike and injury rates in endurance runners: a retrospective study. Medicine and science in sports and exercise, 44(7), 1325-1334. doi:10.1249/mss.0b013e3182465115

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Retrospettivo, 52 atleti universitari; non causale.

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  5. Larson P, Higgins E, Kaminski J, Decker T, Preble J, Lyons D, McIntyre K, Normile A (2011). Foot strike patterns of recreational and sub-elite runners in a long-distance road race. Journal of sports sciences, 29(15), 1665-1673. doi:10.1080/02640414.2011.610347

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Maratona.

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  6. Hasegawa H, Yamauchi T, Kraemer WJ (2007). Foot strike patterns of runners at the 15-km point during an elite-level half marathon. Journal of strength and conditioning research, 21(3), 888-893. doi:10.1519/r-22096.1

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Solo osservazione.

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  7. Ruder M, Jamison ST, Tenforde A, Mulloy F, Davis IS (2019). Relationship of Foot Strike Pattern and Landing Impacts during a Marathon. Medicine and science in sports and exercise, 51(10), 2073-2079. doi:10.1249/mss.0000000000002032

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Sensori.

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  8. Hall JP, Barton C, Jones PR, Morrissey D (2013). The biomechanical differences between barefoot and shod distance running: a systematic review and preliminary meta-analysis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(12), 1335-1353. doi:10.1007/s40279-013-0084-3

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Meta-analisi preliminare.

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  9. Lieberman DE, Venkadesan M, Werbel WA, Daoud AI, D'Andrea S, Davis IS, Mang'eni RO, Pitsiladis Y (2010). Foot strike patterns and collision forces in habitually barefoot versus shod runners. Nature, 463(7280), 531-535. doi:10.1038/nature08723

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Solo ipotesi sugli infortuni.

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