Scala crescente 2-3-4-5-6 minuti
Allunga la tenuta a ritmo 10 km senza misurare la strada, a tempo e su qualsiasi percorso.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 51 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- pista, strada
Totale: 51 minuti e 8,8 km. Lavoro: 20 minuti, 4 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
2 minuti a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
recupero 1 minuto e 30 secondi di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
3 minuti a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
recupero 1 minuto e 30 secondi di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
4 minuti a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
recupero 1 minuto e 30 secondi di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
5 minuti a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
recupero 1 minuto e 30 secondi di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
6 minuti a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
I primi tratti sembrano comodi, il sei invece è lungo e lo senti dal terzo minuto. Tieni qualcosa da parte per quello: se lo chiudi allo stesso ritmo dei primi, la seduta è riuscita.
L'errore tipico
Correre i tratti da due e tre minuti più veloci del ritmo 10 km perché sono corti: arrivi al sei con le gambe vuote, ed è quello il tratto che conta.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, quando le solite ripetute tutte uguali cominciano ad annoiarti. Mettila lontana dal lungo.
Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
Venti minuti in tutto al ritmo dei 10 km, con tratti che crescono da due a sei minuti e recuperi sempre uguali: rispetto alla scala che scende il tratto lungo arriva quando sei già stanco, quindi è più dura per la testa.
Come progredire
Quando il tratto da sei ti viene regolare, prova la piramide a tempo fino a cinque minuti, che è più lunga e a ritmo forte.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 14 anni.
Piramidali e scale: come funziona
In una piramide i tratti si allungano e poi si accorciano, per esempio 200, 400, 600, 400 e 200 metri; in una scala vanno in una sola direzione. Ogni lunghezza ha il suo ritmo, e più il tratto è corto più vai veloce. Così nella stessa seduta tocchi il ritmo dei tratti lunghi, vicino alla soglia, cioè dove la fatica comincia ad accumularsi, e quello dei tratti brevi, vicino al massimo del fiato.
Per farla bene
- Decidi prima il ritmo di ogni tratto e scrivilo: salendo, il rischio è correre i tratti lunghi troppo forte perché ti senti ancora fresco.
- Nella discesa della piramide i tratti si accorciano e vengono più veloci da soli: va bene, ma senza trasformare l'ultimo in uno sprint.
- Rispetta i recuperi della scheda, che crescono con la lunghezza del tratto: dopo quelli lunghi prenditi tutta la pausa anche se ti sembra di non averne bisogno.
- In pista è più semplice, perché i tratti sono multipli di 200 metri. Su strada usa un percorso misurato oppure scegli la versione a minuti.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Piramidali e scale: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Non abbiamo trovato nessuno studio su questa struttura di seduta. Negli studi "piramidale" indica come è distribuita la settimana, non la seduta.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Potenza del fiato, Velocità, Cambi di ritmo.