Piramide 1-2-3-2-1 minuti
Ti insegna a dosare uno sforzo che cambia durata ogni volta, senza pista e con nove minuti forti in tutto.
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La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 38 min
- Durezza
- 3 su 5
- Livelli
- Principiante, Intermedio, Esperto
- Dove
- pista, strada
Totale: 38 minuti e 6,4 km. Lavoro: 9 minuti, 1,9 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
1 minuto a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
recupero 1 minuto di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
2 minuti a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
recupero 1 minuto di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
3 minuti a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
recupero 1 minuto di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
2 minuti a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
recupero 1 minuto di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
1 minuto a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Il tratto da tre minuti è il più duro, con il fiato pesante nell'ultimo minuto; poi la seduta scende quasi da sola. Se il minuto finale ti viene veloce e sciolto, il ritmo era giusto.
L'errore tipico
Spendere tutto mentre i tratti si allungano e arrivare senza gambe a quelli che si accorciano. I tratti corti finali vanno corsi bene quanto i primi, perché sono loro ad abituarti a correre veloce da stanco.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, quando le solite ripetute tutte uguali cominciano ad annoiarti. Mettila lontana dal lungo.
Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
È la piramide a tempo più breve, e il cronometro prende il posto dei metri, quindi la puoi fare su qualsiasi strada: è un buon primo passo se vieni dalle ripetute di un minuto.
Come progredire
Ripetila finché la finisci in controllo, con gli ultimi tratti veloci quanto i primi. A quel punto passa alla piramide con il tratto centrale più lungo.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 14 anni.
Piramidali e scale: come funziona
In una piramide i tratti si allungano e poi si accorciano, per esempio 200, 400, 600, 400 e 200 metri; in una scala vanno in una sola direzione. Ogni lunghezza ha il suo ritmo, e più il tratto è corto più vai veloce. Così nella stessa seduta tocchi il ritmo dei tratti lunghi, vicino alla soglia, cioè dove la fatica comincia ad accumularsi, e quello dei tratti brevi, vicino al massimo del fiato.
Per farla bene
- Decidi prima il ritmo di ogni tratto e scrivilo: salendo, il rischio è correre i tratti lunghi troppo forte perché ti senti ancora fresco.
- Nella discesa della piramide i tratti si accorciano e vengono più veloci da soli: va bene, ma senza trasformare l'ultimo in uno sprint.
- Rispetta i recuperi della scheda, che crescono con la lunghezza del tratto: dopo quelli lunghi prenditi tutta la pausa anche se ti sembra di non averne bisogno.
- In pista è più semplice, perché i tratti sono multipli di 200 metri. Su strada usa un percorso misurato oppure scegli la versione a minuti.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Piramidali e scale: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Non abbiamo trovato nessuno studio su questa struttura di seduta. Negli studi "piramidale" indica come è distribuita la settimana, non la seduta.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Potenza del fiato, Velocità, Cambi di ritmo.