6 x 45 secondi in salita
Ti abitua a spingere in salita per tre quarti di minuto, oltre lo scatto breve, tenendo il passo corto fino in cima.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 40 min
- Durezza
- 3 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- salita
Totale: 40 minuti e 6,1 km. Lavoro: 5 minuti, 0,7 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
6 volte: 45 secondi forte in salita, recupero 2 minuti di corsetta
Sforzo alto: spingi con le gambe, passi corti e rapidi. Il ritmo qui non conta.
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Per mezzo minuto va bene, negli ultimi 15 secondi le gambe pesano e il respiro si fa rumoroso. È giusto così, purché in cima tu stia ancora correndo e non arrancando.
L'errore tipico
Partire a tutta e trascinarti nelle ultime: l'ultima salita deve venirti come la prima, altrimenti fai fatica senza allenare la spinta. Sbaglia anche chi si piega in vita guardando i piedi, perché perde forza: passo corto, busto appena in avanti e braccia che spingono.
Quando farla
Nelle prime settimane di preparazione e in quelle centrali, una volta a settimana come seduta impegnativa, lontano dal lungo: non il giorno prima né quello dopo.
Dopo: Lascia almeno tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa: le salite fanno lavorare molto polpacci e tendini d'Achille, anche se il fiato si riprende prima.
In cosa differisce
Il tratto è una volta e mezza quello da 30 secondi e scendi correndo piano in 2 minuti: sceglila quando le salite da 30 ti sembrano finire troppo presto.
Come progredire
Prima aggiungi ripetizioni, poi allunga i tratti, sempre sulla stessa salita così puoi confrontare le settimane. Passa alla versione successiva quando chiudi l'ultima salita più o meno nello stesso punto della prima.
Quando non farla
- Fastidio a polpaccio o tendine d'Achille.
- Rientro da un infortunio alla gamba.
Età minima nel programma: 14 anni.
Salite: come funziona
In salita ogni passo costa più energia, e il costo cresce con la pendenza [3]: per questo il fiato sale in fretta anche se vai piano. Polpacci, cosce e glutei devono spingere il corpo verso l'alto. Negli sprint di dieci o quindici secondi chiami al lavoro anche le fibre muscolari più potenti, quelle che nella corsa lenta lavorano poco, mentre le salite di qualche minuto lavorano soprattutto sul fiato.
Per farla bene
- Cerca una salita regolare. Per gli sprint brevi può essere ripida, per le ripetute di qualche minuto meglio una pendenza moderata, che ti lasci correre senza doverti mettere a camminare.
- In salita il ritmo al chilometro non vuol dire niente: regolati con il fiato e con lo sforzo, e cerca di arrivare in cima a ogni ripetuta con la stessa fatica.
- Tieni il busto dritto, appena inclinato in avanti, lo sguardo qualche metro davanti a te e le braccia che lavorano. Il passo si accorcia da solo, ed è giusto così.
- Torna giù camminando o corricchiando piano: la discesa affatica i muscoli più di quanto sembri, e chi non ci è abituato subisce più danno muscolare [4].
- Negli sprint in salita recupera del tutto prima di ripartire, anche due o tre minuti: servono a spingere al massimo per pochi secondi, non a farti venire il fiatone.
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2]
Salite: cosa dicono gli studi
Gli studi ci sono, ma sono pochi, piccoli o fatti su persone diverse da un amatore. Gli studi sono pochi. In 20 corridori ben allenati, senza gruppo di controllo, tutte le intensità in salita hanno aiutato [1], e salita e piano migliorano il tempo al limite, il piano di più [2]. Sugli sprint in salita non c'è nulla di specifico per il fondo.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Forza, Potenza del fiato.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Barnes KR, Hopkins WG, McGuigan MR, Kilding AE (2013). Effects of different uphill interval-training programs on running economy and performance. International journal of sports physiology and performance, 8(6), 639-647. doi:10.1123/ijspp.8.6.639
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 20 corridori ben allenati, 6 settimane, 5 programmi in salita e nessun gruppo di controllo.
Ferley DD, Osborn RW, Vukovich MD (2013). The effects of uphill vs. level-grade high-intensity interval training on VO2max, Vmax, V(LT), and Tmax in well-trained distance runners. Journal of strength and conditioning research, 27(6), 1549-1559. doi:10.1519/jsc.0b013e3182736923
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 32 corridori ben allenati, 6 settimane.
Vernillo G, Giandolini M, Edwards WB, Morin JB, Samozino P, Horvais N, Millet GY (2017). Biomechanics and Physiology of Uphill and Downhill Running. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 47(4), 615-629. doi:10.1007/s40279-016-0605-y
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.
Bontemps B, Vercruyssen F, Gruet M, Louis J (2020). Downhill Running: What Are The Effects and How Can We Adapt? A Narrative Review. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 50(12), 2083-2110. doi:10.1007/s40279-020-01355-z
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa; protocolli eterogenei.