Lungo con dislivello da 100 km
Ultima grande prova prima di ridurre i chilometri per la 100 km, con molte ore di strada e una salita lunga nel mezzo.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 310 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- salita, strada
Totale: 5 ore e 10 minuti e 48,9 km. Lavoro: 1 ora e 40 minuti, 15,5 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
2 ore a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
1 ora di camminata veloce dove conviene sostenuto in salita
Fiato grosso ma regolare: uno sforzo che potresti tenere ancora a lungo. Il ritmo qui non conta.
40 minuti in discesa controllata
Passi corti e leggeri: scendi senza frenare e senza picchiare i talloni.
1 ora e 30 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come si fa
Camminata veloce in salita
- Cammina a passi corti e rapidi, con il busto un po' in avanti: ti inclini dalle caviglie, non ti pieghi in vita.
- Appoggia tutto il piede, o almeno metà, e spingi verso l'alto con la gamba davanti.
- Quando la salita si fa ripida, appoggia le mani sulle cosce, appena sopra le ginocchia, e spingi giù a ogni passo: le braccia danno una mano alle gambe.
- Il ritmo è sostenuto, con il fiato grosso ma regolare. Lo senti nei glutei, nelle cosce e nei polpacci.
L'errore più comune. Gli errori tipici sono due: piegarsi fino a guardare per terra, che chiude il respiro e carica la schiena, e fare passi troppo lunghi, che bruciano le gambe. Tieni lo sguardo qualche metro avanti e accorcia il passo quando la pendenza aumenta.
Perché ti serve. Sulle salite ripide camminare forte costa meno energia che correre e ti fa perdere poco tempo. Nelle gare lunghe in montagna è il modo in cui si sale quasi sempre.
Discesa controllata
- Tieni il busto dritto o appena in avanti, senza sederti indietro, e lo sguardo qualche metro davanti a te per scegliere dove mettere i piedi.
- Fai passi corti e frequenti, con il piede che appoggia sotto di te e non lontano davanti.
- Le ginocchia restano morbide e assorbono ogni passo, le braccia si allargano un po' per l'equilibrio.
- La velocità la regoli con la frequenza dei passi, non frenando con i talloni. Lo senti soprattutto davanti alle cosce.
L'errore più comune. L'errore più comune è frenare: busto indietro, gamba tesa davanti e tallone che picchia. Ogni passo diventa un colpo sulle ginocchia e le cosce si stancano in fretta. Se ti senti frenare, accorcia il passo e lasciati andare un po' di più.
Perché ti serve. In discesa i muscoli delle cosce lavorano mentre si allungano, ed è questo che lascia le gambe indolenzite il giorno dopo. Abituarli poco alla volta rende quel dolore più leggero nelle uscite successive.
Come ti senti
La discesa pesa più della salita, perché le cosce frenano a ogni passo, e dopo restano ancora ore di strada. Scendi a passi corti e mangia con regolarità anche quando non hai fame.
L'errore tipico
Correre la discesa per recuperare il tempo perso in salita: le cosce si stancano in fretta e le ore di strada che seguono diventano molto più dure.
Quando farla
È l'ultimo lungo prima di cominciare a ridurre i chilometri per la 100 km, lontano da qualsiasi altra seduta impegnativa.
Dopo: Lascia almeno tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
Un'ora di salita in mezzo al lungo, da camminare forte dove conviene, e subito dopo 40 minuti di discesa: abitua le gambe a reggere salita e discesa quando sono già stanche, come in una 100 km con dislivello.
Come progredire
Non va resa più dura: è una prova che si fa prima di ridurre i chilometri. Se ti lascia distrutto per molti giorni, nella prossima preparazione arrivaci con più lunghi alle spalle.
Quando non farla
- Dolore in crescita.
- Malattia.
- Caldo estremo: anticipa o accorcia.
Età minima nel programma: 20 anni.
Ti serve una base di 50 km a settimana.
Lunghi: come funziona
Il lungo è la corsa più lunga della settimana, quasi sempre lenta, e ti abitua a restare in piedi e a correre per molto tempo. Se ci porti da mangiare si abitua anche l'intestino: in 25 corridori, due settimane di prove con carboidrati presi durante la corsa hanno ridotto i disturbi intestinali di circa il 60% [4]. Con le ore il corpo perde un po' di quello che sa fare, e chi ne perde meno corre la maratona più forte [5][2]; questa tenuta si chiama durabilità, ma che il lungo serva ad allenarla non è dimostrato.
Per farla bene
- Corri al ritmo in cui riesci a parlare a frasi intere. Se parli comodo sei sotto la prima soglia del respiro [6], e lì sotto, in corridori allenati, anche due ore di corsa pesano poco sul sistema nervoso che regola il recupero [7].
- Allungalo con calma. In 5205 adulti seguiti con l'orologio, una singola uscita più lunga di oltre il 10% rispetto alla più lunga dei 30 giorni prima si è associata a più infortuni [3].
- Se dura più di un'ora e un quarto circa, porta da bere e qualche carboidrato e provalo qui, non il giorno della gara: quanto e cosa prendere lo trovi in Carboidrati in gara.
- Scegli un giorno in cui hai tempo e nessuna fretta, di solito nel fine settimana, e tieni facili il giorno prima e quello dopo.
- Disegna un percorso che ripassa da casa o da una fontana: hai l'acqua a portata di mano e, se qualcosa non va, puoi accorciare.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Lunghi: cosa dicono gli studi
Gli studi ci sono, ma sono pochi, piccoli o fatti su persone diverse da un amatore. Ci sono solo associazioni [1][2]. In 5205 adulti con orologio Garmin, una singola uscita oltre il 10% della più lunga dei 30 giorni precedenti si associa a più infortuni [3].
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Resistenza, Forza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Doherty C, Keogh A, Davenport J, Lawlor A, Smyth B, Caulfield B (2020). An evaluation of the training determinants of marathon performance: A meta-analysis with meta-regression. Journal of science and medicine in sport, 23(2), 182-188. doi:10.1016/j.jsams.2019.09.013
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 85 studi di coorte, per gruppi, associazione.
Smyth B, Maunder E, Meyler S, Hunter B, Muniz-Pumares D (2022). Decoupling of Internal and External Workload During a Marathon: An Analysis of Durability in 82,303 Recreational Runners. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 52(9), 2283-2295. doi:10.1007/s40279-022-01680-5
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Osservazionale. Non prova che i lunghi riducano il disaccoppiamento.
Schuster Brandt Frandsen J, Hulme A, Parner ET, Møller M, Lindman I, Abrahamson J, Sjørup Simonsen N, Sandell Jacobsen J, Ramskov D, Skejø S, Malisoux L, Bertelsen ML, Nielsen RO (2025). How much running is too much? Identifying high-risk running sessions in a 5200-person cohort study. British journal of sports medicine, 59(17), 1203-1210. doi:10.1136/bjsports-2024-109380
Letto: testo.abbiamo aperto il testo completo e letto i passaggi con le cifre citate, senza leggere tutto l'articolo riga per riga. Limite: 5205 adulti, età media 46, 588.071 uscite su orologi Garmin.
Costa RJS, Miall A, Khoo A, Rauch C, Snipe R, Camões-Costa V, Gibson P (2017). Gut-training: the impact of two weeks repetitive gut-challenge during exercise on gastrointestinal status, glucose availability, fuel kinetics, and running performance. Applied physiology, nutrition, and metabolism = Physiologie appliquee, nutrition et metabolisme, 42(5), 547-557. doi:10.1139/apnm-2016-0453
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 25 corridori. Stesso gruppo di Miall 2018.
Hunter B, Muniz-Pumares D (2025). Durability of Parameters Associated With Endurance Running in Marathoners. European journal of sport science, 25(11), e70073. doi:10.1002/ejsc.70073
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Maratoneti, campione piccolo, correlazione.
Persinger R, Foster C, Gibson M, Fater DC, Porcari JP (2004). Consistency of the talk test for exercise prescription. Medicine and science in sports and exercise, 36(9), 1632-1636. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Tapis roulant e bici, laboratorio.
Seiler S, Haugen O, Kuffel E (2007). Autonomic recovery after exercise in trained athletes: intensity and duration effects. Medicine and science in sports and exercise, 39(8), 1366-1373. doi:10.1249/mss.0b013e318060f17d
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 9 corridori molto allenati e 9 allenati.