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Allenamenti Podismo

4 x 800 m

Ti fa provare gli 800 metri, la distanza più usata per preparare 5 e 10 km, in una dose ridotta.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
48 min
Durezza
3 su 5
Livelli
Intermedio, Esperto
Dove
pista, strada

Totale: 48 minuti e 8,2 km. Lavoro: 15 minuti, 3,2 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

  2. 4 volte: 800 m a ritmo 5 km, recupero 2 minuti e 30 secondi di corsetta

    Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.

    Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.

  3. Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

Come ti senti

Vai forte ma ci stai dentro: il fiato è pesante nell'ultimo giro di ogni tratto e solo il quarto costa davvero. Se finisci pensando che un quinto lo avresti fatto, è dosata bene.

L'errore tipico

Partire troppo forte perché il primo tratto sembra facile: dopo metà serie il fiato non regge e chiudi gli ultimi molto più lenti, perdendo proprio la parte che allena. La prima deve sembrarti quasi facile.

Quando farla

Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, con almeno un giorno facile prima e uno dopo. Non metterla il giorno prima del lungo.

Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa, tre se ti ha svuotato.

In cosa differisce

Quattro tratti a ritmo 5 km con due minuti e mezzo di recupero bastano per capire che ritmo reggi sugli 800 senza strafare: è la porta d'ingresso a tutte le altre da 800.

Come progredire

Settimana dopo settimana aggiungi un tratto allo stesso ritmo, e solo dopo accorcia di poco il recupero. Passa alla versione più impegnativa quando l'ultimo tratto ti viene come il primo.

Quando non farla

  • Dolore che cambia l'appoggio.
  • Febbre o malattia.
  • Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.

Età minima nel programma: 14 anni.

Ripetute medie: come funziona

Ogni tratto dura da un paio di minuti a qualche minuto, abbastanza perché cuore e respiro arrivino vicino al massimo. Quel massimo è il VO2max, la quantità più alta di ossigeno che il tuo corpo riesce a usare; la velocità a cui ci arrivi si chiama vVO2max e mette insieme quanto ossigeno usi e quanto ti costa correre [4]. Passare qualche minuto a quel livello in ogni seduta è ritenuto lo stimolo che lo fa salire, ma è un'ipotesi più che un risultato [5], e le meta-analisi trovano effetti maggiori con tratti da almeno due minuti [2].

Per farla bene

  • Il ritmo è più o meno quello che terresti in una gara di 5 km, e lo devi poter tenere in tutte: l'ultima ripetuta deve venirti come la prima, con più fatica ma non più lenta.
  • Una seduta così a settimana è già tanta. In otto atleti molto allenati farne tre a settimana invece di una, per quattro settimane, non ha portato altri miglioramenti e ha alzato la noradrenalina, un segnale di stress [6].
  • Nel recupero corri piano o cammina, come dice la scheda: non serve che il fiato torni del tutto normale, basta che tu riesca a ripartire allo stesso ritmo.
  • Se a metà seduta non tieni più il tempo delle prime, fermati una o due ripetute prima invece di rallentarle tutte: vuol dire che oggi il ritmo era troppo alto, e la prossima volta parti un po' più piano.
  • Scaldati con un quarto d'ora di corsa facile e usa la pista o un percorso piano e misurato, così puoi confrontare i tempi da una settimana all'altra.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Ripetute medie: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Potenza del fiato, Resistenza.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.

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  2. Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.

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  3. Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.

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  4. Billat LV, Koralsztein JP (1996). Significance of the velocity at VO2max and time to exhaustion at this velocity. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 22(2), 90-108. doi:10.2165/00007256-199622020-00004

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

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  5. Buchheit M, Laursen PB (2013). High-intensity interval training, solutions to the programming puzzle: Part I: cardiopulmonary emphasis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(5), 313-338. doi:10.1007/s40279-013-0029-x

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa; lo stimolo ottimale è un'ipotesi, non un risultato di trial.

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  6. Billat VL, Flechet B, Petit B, Muriaux G, Koralsztein JP (1999). Interval training at VO2max: effects on aerobic performance and overtraining markers. Medicine and science in sports and exercise, 31(1), 156-163. doi:10.1097/00005768-199901000-00024

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 atleti molto allenati, senza controlli.

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