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Allenamenti Podismo

6 x 600 m

Tiene vivo il ritmo dei 5 km quando manca poco alla gara, senza una seduta troppo lunga.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
52 min
Durezza
4 su 5
Livelli
Intermedio, Esperto
Dove
pista, strada

Totale: 52 minuti e 9 km. Lavoro: 17 minuti, 3,6 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

  2. 6 volte: 600 m a ritmo 5 km, recupero 2 minuti di corsetta

    Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.

    Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.

  3. Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

Come ti senti

Ti impegna senza logorarti: finisci con il fiato alto ma le gambe ancora fresche. Se il giorno dopo ti senti svuotato, l'hai corsa troppo forte.

L'errore tipico

Partire troppo forte perché il primo tratto sembra facile: dopo metà serie il fiato non regge e chiudi gli ultimi molto più lenti, perdendo proprio la parte che allena. La prima deve sembrarti quasi facile.

Quando farla

Nelle settimane centrali, nell'ultimo mese e mezzo e anche nelle ultime due o tre settimane prima della gara, quando riduci i chilometri. Mettila lontana dal lungo.

Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa, tre se ti ha svuotato.

In cosa differisce

Rispetto alla versione da 5 tratti ne aggiungi uno, ma resta abbastanza breve da andare bene anche nelle ultime settimane prima di un 5 o di un 10 km, quando riduci i chilometri.

Come progredire

Settimana dopo settimana aggiungi un tratto allo stesso ritmo, e solo dopo accorcia di poco il recupero. Passa alla versione più impegnativa quando l'ultimo tratto ti viene come il primo.

Quando non farla

  • Dolore che cambia l'appoggio.
  • Febbre o malattia.
  • Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.

Età minima nel programma: 16 anni.

Ripetute medie: come funziona

Ogni tratto dura da un paio di minuti a qualche minuto, abbastanza perché cuore e respiro arrivino vicino al massimo. Quel massimo è il VO2max, la quantità più alta di ossigeno che il tuo corpo riesce a usare; la velocità a cui ci arrivi si chiama vVO2max e mette insieme quanto ossigeno usi e quanto ti costa correre [4]. Passare qualche minuto a quel livello in ogni seduta è ritenuto lo stimolo che lo fa salire, ma è un'ipotesi più che un risultato [5], e le meta-analisi trovano effetti maggiori con tratti da almeno due minuti [2].

Per farla bene

  • Il ritmo è più o meno quello che terresti in una gara di 5 km, e lo devi poter tenere in tutte: l'ultima ripetuta deve venirti come la prima, con più fatica ma non più lenta.
  • Una seduta così a settimana è già tanta. In otto atleti molto allenati farne tre a settimana invece di una, per quattro settimane, non ha portato altri miglioramenti e ha alzato la noradrenalina, un segnale di stress [6].
  • Nel recupero corri piano o cammina, come dice la scheda: non serve che il fiato torni del tutto normale, basta che tu riesca a ripartire allo stesso ritmo.
  • Se a metà seduta non tieni più il tempo delle prime, fermati una o due ripetute prima invece di rallentarle tutte: vuol dire che oggi il ritmo era troppo alto, e la prossima volta parti un po' più piano.
  • Scaldati con un quarto d'ora di corsa facile e usa la pista o un percorso piano e misurato, così puoi confrontare i tempi da una settimana all'altra.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Ripetute medie: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Potenza del fiato, Resistenza.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.

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  2. Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.

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  3. Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.

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  4. Billat LV, Koralsztein JP (1996). Significance of the velocity at VO2max and time to exhaustion at this velocity. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 22(2), 90-108. doi:10.2165/00007256-199622020-00004

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

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  5. Buchheit M, Laursen PB (2013). High-intensity interval training, solutions to the programming puzzle: Part I: cardiopulmonary emphasis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(5), 313-338. doi:10.1007/s40279-013-0029-x

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa; lo stimolo ottimale è un'ipotesi, non un risultato di trial.

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  6. Billat VL, Flechet B, Petit B, Muriaux G, Koralsztein JP (1999). Interval training at VO2max: effects on aerobic performance and overtraining markers. Medicine and science in sports and exercise, 31(1), 156-163. doi:10.1097/00005768-199901000-00024

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 atleti molto allenati, senza controlli.

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