10 x 500 m
Ti fa passare molti minuti con il fiato al massimo usando tratti brevi, senza arrivare ai chilometri.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 62 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- pista, strada
Totale: 1 ora e 2 minuti e 10,9 km. Lavoro: 23 minuti, 5 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
10 volte: 500 m forte, recupero 1 minuto e 30 secondi di corsetta
Duro: non parli, e arrivi in fondo a ogni ripetuta contento che sia finita.
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Dalla settima il fiato è corto per tutto il tratto e le gambe cominciano a indurirsi. Lì pensa a correre bene più che al cronometro; se rallenti di molto, sei partito troppo forte.
L'errore tipico
Partire troppo forte perché il primo tratto sembra facile: dopo metà serie il fiato non regge e chiudi gli ultimi molto più lenti, perdendo proprio la parte che allena. La prima deve sembrarti quasi facile.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, con almeno un giorno facile prima e uno dopo. Non metterla il giorno prima del lungo.
Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa, tre se ti ha svuotato.
In cosa differisce
Il ritmo sale da quello dei 5 km a forte, cioè un po' più veloce, e i tratti sono dieci: pesa più della versione da 8 anche con lo stesso recupero di 90 secondi.
Come progredire
Settimana dopo settimana aggiungi un tratto allo stesso ritmo, e solo dopo accorcia di poco il recupero. Passa alla versione più impegnativa quando l'ultimo tratto ti viene come il primo.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 16 anni.
Ripetute medie: come funziona
Ogni tratto dura da un paio di minuti a qualche minuto, abbastanza perché cuore e respiro arrivino vicino al massimo. Quel massimo è il VO2max, la quantità più alta di ossigeno che il tuo corpo riesce a usare; la velocità a cui ci arrivi si chiama vVO2max e mette insieme quanto ossigeno usi e quanto ti costa correre [4]. Passare qualche minuto a quel livello in ogni seduta è ritenuto lo stimolo che lo fa salire, ma è un'ipotesi più che un risultato [5], e le meta-analisi trovano effetti maggiori con tratti da almeno due minuti [2].
Per farla bene
- Il ritmo è più o meno quello che terresti in una gara di 5 km, e lo devi poter tenere in tutte: l'ultima ripetuta deve venirti come la prima, con più fatica ma non più lenta.
- Una seduta così a settimana è già tanta. In otto atleti molto allenati farne tre a settimana invece di una, per quattro settimane, non ha portato altri miglioramenti e ha alzato la noradrenalina, un segnale di stress [6].
- Nel recupero corri piano o cammina, come dice la scheda: non serve che il fiato torni del tutto normale, basta che tu riesca a ripartire allo stesso ritmo.
- Se a metà seduta non tieni più il tempo delle prime, fermati una o due ripetute prima invece di rallentarle tutte: vuol dire che oggi il ritmo era troppo alto, e la prossima volta parti un po' più piano.
- Scaldati con un quarto d'ora di corsa facile e usa la pista o un percorso piano e misurato, così puoi confrontare i tempi da una settimana all'altra.
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]
Ripetute medie: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Potenza del fiato, Resistenza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.
Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.
Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.
Billat LV, Koralsztein JP (1996). Significance of the velocity at VO2max and time to exhaustion at this velocity. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 22(2), 90-108. doi:10.2165/00007256-199622020-00004
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.
Buchheit M, Laursen PB (2013). High-intensity interval training, solutions to the programming puzzle: Part I: cardiopulmonary emphasis. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(5), 313-338. doi:10.1007/s40279-013-0029-x
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa; lo stimolo ottimale è un'ipotesi, non un risultato di trial.
Billat VL, Flechet B, Petit B, Muriaux G, Koralsztein JP (1999). Interval training at VO2max: effects on aerobic performance and overtraining markers. Medicine and science in sports and exercise, 31(1), 156-163. doi:10.1097/00005768-199901000-00024
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 atleti molto allenati, senza controlli.