3 x 4 minuti forte e 2 minuti piano
Tre tratti da quattro minuti a ritmo forte, abbastanza lunghi da portare il fiato al massimo, in una dose che recuperi bene.
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La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 41 min
- Durezza
- 3 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- strada, pista, sterrato, tapis roulant
Totale: 41 minuti e 7,1 km. Lavoro: 12 minuti, 2,6 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
3 volte: 4 minuti forte, recupero 2 minuti di corsetta
Duro: non parli, e arrivi in fondo a ogni ripetuta contento che sia finita.
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Il primo minuto va bene, dal terzo il respiro è affannato e le gambe chiedono di rallentare. Se a metà del terzo tratto non tieni il ritmo, sei partito troppo forte.
L'errore tipico
Partire troppo forte nei primi tratti veloci, o quasi fermarti in quelli piani: arrivi alle ultime ripetizioni senza riuscire a tenere il ritmo, e sono proprio quelle che contano. Il ritmo giusto è quello che riesci a ripetere uguale fino alla fine.
Quando farla
In qualunque parte della preparazione, come seduta dura della settimana, quando non hai una pista né un percorso misurato: ti basta l'orologio. Non metterla il giorno prima del lungo.
Dopo: Lascia almeno due giorni prima di un'altra seduta impegnativa, con corsa lenta o riposo in mezzo.
In cosa differisce
Pochi tratti ma lunghi: rispetto a quelli da tre minuti passi più tempo vicino al massimo in ogni ripetuta. È il modo per provare questa durata senza una seduta troppo pesante.
Come progredire
Settimana dopo settimana aggiungi prima una o due ripetizioni, poi allunga il tratto forte, e solo alla fine accorcia quello piano. Passa alla versione successiva quando l'ultima ripetizione ti viene come la prima.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 14 anni.
Intervalli a tempo: come funziona
Alterni tratti forti e tratti piano a cronometro, per esempio 30 secondi e 30 secondi, oppure tre minuti e uno. Con pause così brevi cuore e respiro non fanno in tempo a scendere, e resti a lungo vicino al VO2max, la quantità massima di ossigeno che riesci a usare: in otto fondisti, in una seduta, alternare 30 secondi forti e 30 piano ha tenuto il consumo di ossigeno al massimo per quasi otto minuti, contro meno di tre di una corsa continua dura [4]. In giovani uomini moderatamente allenati, quattro tratti da quattro minuti e l'alternanza di 15 secondi forti e 15 piano hanno alzato il VO2max più della soglia e della corsa lenta, a parità di lavoro [5].
Per farla bene
- Li puoi fare ovunque, anche su un percorso che non conosci o con qualche saliscendi, perché guardi il cronometro e non i metri.
- Nei formati corti, come 30 e 30, il tratto forte non è uno sprint: è un ritmo che devi riuscire a ripetere fino alla fine. Se a metà seduta non lo tieni più, rallenta i tratti forti invece di fermarti nei tratti piano.
- Nei tratti piano continua a correre, anche lentissimo: è lì che la seduta ti tiene il fiato alto, e se cammini diventa un'altra cosa.
- Se hai poco tempo, prova il 10-20-30, che alterna 30 secondi piano, 20 a ritmo medio e 10 forti. In dieci persone moderatamente allenate, in sette settimane, ha migliorato i 5 km di 48 secondi pur correndo meno della metà dei chilometri di prima [6].
- Scaldati almeno dieci minuti e fai i primi due o tre tratti forti un po' sotto il ritmo che hai in mente.
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]
Intervalli a tempo: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Potenza del fiato, Cambi di ritmo.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.
Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.
Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.
Billat VL, Slawinski J, Bocquet V, Demarle A, Lafitte L, Chassaing P, Koralsztein JP (2000). Intermittent runs at the velocity associated with maximal oxygen uptake enables subjects to remain at maximal oxygen uptake for a longer time than intense but submaximal runs. European journal of applied physiology, 81(3), 188-196. doi:10.1007/s004210050029
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 fondisti, una seduta sola. Gli autori scrivono che i dati non dicono nulla sugli effetti cronici.
Helgerud J, Høydal K, Wang E, Karlsen T, Berg P, Bjerkaas M, Simonsen T, Helgesen C, Hjorth N, Bach R, Hoff J (2007). Aerobic high-intensity intervals improve VO2max more than moderate training. Medicine and science in sports and exercise, 39(4), 665-671. doi:10.1249/mss.0b013e3180304570
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 settimane, 3 sedute a settimana. Giovani uomini moderatamente allenati.
Gunnarsson TP, Bangsbo J (2012). The 10-20-30 training concept improves performance and health profile in moderately trained runners. Journal of applied physiology (Bethesda, Md. : 1985), 113(1), 16-24. doi:10.1152/japplphysiol.00334.2012
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 18 moderatamente allenati, 7 settimane; 10 nel gruppo trattato.