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Allenamenti Podismo

5 x 5 minuti forte e 2 minuti piano

Venticinque minuti al ritmo dei 10 km in una sola seduta, per abituarti a tenere la velocità di gara per buona parte della sua durata.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
58 min
Durezza
5 su 5
Livelli
Esperto
Dove
strada, pista, sterrato, tapis roulant

Totale: 58 minuti e 10,1 km. Lavoro: 25 minuti, 5 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

  2. 5 volte: 5 minuti a ritmo 10 km, recupero 2 minuti di corsetta

    Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.

    Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.

  3. Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

Come ti senti

Molto dura, soprattutto per la testa: gli ultimi due tratti li fai contando i minuti. Se le gambe cedono al quarto, la versione da quattro è ancora quella giusta per te.

L'errore tipico

Partire troppo forte nei primi tratti veloci, o quasi fermarti in quelli piani: arrivi alle ultime ripetizioni senza riuscire a tenere il ritmo, e sono proprio quelle che contano. Il ritmo giusto è quello che riesci a ripetere uguale fino alla fine.

Quando farla

In qualunque parte della preparazione, come seduta dura della settimana, quando non hai una pista né un percorso misurato: ti basta l'orologio. Non metterla il giorno prima del lungo.

Dopo: Lascia almeno due giorni prima di un'altra seduta impegnativa, con corsa lenta o riposo in mezzo.

In cosa differisce

Con un tratto in più della versione da quattro pesa come una gara corta, e come una gara va recuperata. Sceglila per le settimane di carico, non come seduta abituale.

Come progredire

Settimana dopo settimana aggiungi prima una o due ripetizioni, poi allunga il tratto forte, e solo alla fine accorcia quello piano. Passa alla versione successiva quando l'ultima ripetizione ti viene come la prima.

Quando non farla

  • Dolore che cambia l'appoggio.
  • Febbre o malattia.
  • Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.

Età minima nel programma: 18 anni.

Intervalli a tempo: come funziona

Alterni tratti forti e tratti piano a cronometro, per esempio 30 secondi e 30 secondi, oppure tre minuti e uno. Con pause così brevi cuore e respiro non fanno in tempo a scendere, e resti a lungo vicino al VO2max, la quantità massima di ossigeno che riesci a usare: in otto fondisti, in una seduta, alternare 30 secondi forti e 30 piano ha tenuto il consumo di ossigeno al massimo per quasi otto minuti, contro meno di tre di una corsa continua dura [4]. In giovani uomini moderatamente allenati, quattro tratti da quattro minuti e l'alternanza di 15 secondi forti e 15 piano hanno alzato il VO2max più della soglia e della corsa lenta, a parità di lavoro [5].

Per farla bene

  • Li puoi fare ovunque, anche su un percorso che non conosci o con qualche saliscendi, perché guardi il cronometro e non i metri.
  • Nei formati corti, come 30 e 30, il tratto forte non è uno sprint: è un ritmo che devi riuscire a ripetere fino alla fine. Se a metà seduta non lo tieni più, rallenta i tratti forti invece di fermarti nei tratti piano.
  • Nei tratti piano continua a correre, anche lentissimo: è lì che la seduta ti tiene il fiato alto, e se cammini diventa un'altra cosa.
  • Se hai poco tempo, prova il 10-20-30, che alterna 30 secondi piano, 20 a ritmo medio e 10 forti. In dieci persone moderatamente allenate, in sette settimane, ha migliorato i 5 km di 48 secondi pur correndo meno della metà dei chilometri di prima [6].
  • Scaldati almeno dieci minuti e fai i primi due o tre tratti forti un po' sotto il ritmo che hai in mente.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Intervalli a tempo: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Potenza del fiato, Cambi di ritmo.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.

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  2. Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.

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  3. Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.

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  4. Billat VL, Slawinski J, Bocquet V, Demarle A, Lafitte L, Chassaing P, Koralsztein JP (2000). Intermittent runs at the velocity associated with maximal oxygen uptake enables subjects to remain at maximal oxygen uptake for a longer time than intense but submaximal runs. European journal of applied physiology, 81(3), 188-196. doi:10.1007/s004210050029

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 fondisti, una seduta sola. Gli autori scrivono che i dati non dicono nulla sugli effetti cronici.

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  5. Helgerud J, Høydal K, Wang E, Karlsen T, Berg P, Bjerkaas M, Simonsen T, Helgesen C, Hjorth N, Bach R, Hoff J (2007). Aerobic high-intensity intervals improve VO2max more than moderate training. Medicine and science in sports and exercise, 39(4), 665-671. doi:10.1249/mss.0b013e3180304570

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 8 settimane, 3 sedute a settimana. Giovani uomini moderatamente allenati.

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  6. Gunnarsson TP, Bangsbo J (2012). The 10-20-30 training concept improves performance and health profile in moderately trained runners. Journal of applied physiology (Bethesda, Md. : 1985), 113(1), 16-24. doi:10.1152/japplphysiol.00334.2012

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 18 moderatamente allenati, 7 settimane; 10 nel gruppo trattato.

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