Kenyan hills: 20 minuti
Venti minuti di su e giù senza mai fermarti, salendo forte e scendendo di corsa, per spingere meglio in salita e reggere la discesa.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 45 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- salita
Totale: 45 minuti e 7,1 km. Lavoro: 20 minuti, 3,1 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
5 volte: 2 minuti sostenuto in salita, 2 minuti in discesa controllata
Fiato grosso ma regolare: uno sforzo che potresti tenere ancora a lungo. Il ritmo qui non conta.
Passi corti e leggeri: scendi senza frenare e senza picchiare i talloni.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come si fa
Discesa controllata
- Tieni il busto dritto o appena in avanti, senza sederti indietro, e lo sguardo qualche metro davanti a te per scegliere dove mettere i piedi.
- Fai passi corti e frequenti, con il piede che appoggia sotto di te e non lontano davanti.
- Le ginocchia restano morbide e assorbono ogni passo, le braccia si allargano un po' per l'equilibrio.
- La velocità la regoli con la frequenza dei passi, non frenando con i talloni. Lo senti soprattutto davanti alle cosce.
L'errore più comune. L'errore più comune è frenare: busto indietro, gamba tesa davanti e tallone che picchia. Ogni passo diventa un colpo sulle ginocchia e le cosce si stancano in fretta. Se ti senti frenare, accorcia il passo e lasciati andare un po' di più.
Perché ti serve. In discesa i muscoli delle cosce lavorano mentre si allungano, ed è questo che lascia le gambe indolenzite il giorno dopo. Abituarli poco alla volta rende quel dolore più leggero nelle uscite successive.
Come ti senti
In salita il fiato è grosso ma regolare, in discesa il cuore resta alto mentre le cosce lavorano per frenare. Se scendendo batti i talloni o senti le ginocchia, accorcia il passo e scendi più piano.
L'errore tipico
Partire forte in salita e poi scendere frenando sui talloni: le ultime salite le fai a fatica, e in discesa carichi ginocchia e muscoli davanti alla coscia più del necessario.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, al posto di una seduta di ripetute.
Dopo: Lascia almeno tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
Il nome è d'uso comune, senza un autore preciso. A differenza delle salite con il ritorno camminato, qui anche la discesa è corsa: il fiato non scende mai e le cosce lavorano anche per frenare, quindi è più dura per le gambe.
Come progredire
Aggiungi un giro di salita e discesa alla volta, e passa alla versione da 30 minuti quando l'ultima salita ti viene forte come la prima.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 16 anni.
Ti serve una base di 15 km a settimana.
Classici con un nome: come funziona
Sono sedute con un nome proprio, legato a chi le ha inventate o rese famose: le Yasso 800 di Bart Yasso, la Michigan di Ron Warhurst e le Kenyan hills [1][2][3]. Al corpo fanno quello che fa la loro forma: le Yasso sono ripetute di 800 metri, la Michigan scende da 1600 a 400 metri passando dal ritmo dei 10 km a ritmi più veloci, con tratti sostenuti su strada fra una ripetuta e l'altra, e le Kenyan hills sono un lavoro continuo su un circuito di salite e discese, intorno al 90% della frequenza cardiaca massima. Il nome non aggiunge nulla allo stimolo, che dipende da durata, ritmo e recuperi [4].
Per farla bene
- Delle Yasso 800 si dice che il tempo dei tuoi 800, in minuti e secondi, sia quello della maratona in ore e minuti. Nessuno studio lo conferma [1]: usale come ripetute, non come previsione.
- Sono sedute dure e lunghe: falle quando la scheda le propone, al posto delle altre ripetute della settimana e non in aggiunta.
- Nella Michigan i tratti su strada sono a ritmo sostenuto, non recupero, e le ultime ripetute in pista arrivano su gambe già stanche: corri la prima più piano di quanto vorresti.
- Nelle Kenyan hills non ti fermi mai: spingi in salita, lasciati andare in discesa senza frenare troppo e cerca di tenere lo sforzo il più regolare possibile.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Classici con un nome: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Sono sedute nate da allenatori e descritte da riviste e siti [1][2][3], e nessuno studio le valuta.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Forza, Potenza del fiato.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Gaudette J (2012). Yasso 800s for marathon training RunnersConnect. runnersconnect.net
Letto: secondaria.sappiamo che esiste da metadati o dalla pagina dell'editore, e il contenuto viene da terzi o manca. Limite: Sito commerciale. Nessuno studio trovato in PubMed o Europe PMC.
Boylan-Pett L (2018). The Michigan Løpe Magazine. lopemagazine.com
Letto: secondaria.sappiamo che esiste da metadati o dalla pagina dell'editore, e il contenuto viene da terzi o manca. Limite: Rivista; nessuno studio.
Lowes D (2015). Kenyan hills Athletics Weekly. athleticsweekly.com
Letto: secondaria.sappiamo che esiste da metadati o dalla pagina dell'editore, e il contenuto viene da terzi o manca. Limite: La pagina non dà origine né studi.
Buchheit M, Laursen PB (2013). High-intensity interval training, solutions to the programming puzzle. Part II: anaerobic energy, neuromuscular load and practical applications. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(10), 927-954. doi:10.1007/s40279-013-0066-5
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.