Salta al contenuto
Allenamenti Podismo

4 x 3000 m

Dodici chilometri al ritmo della mezza maratona con pause brevi, come prova del ritmo di gara.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
96 min
Durezza
5 su 5
Livelli
Esperto
Dove
strada, pista, sterrato

Totale: 1 ora e 36 minuti e 17 km. Lavoro: 1 ora e 3 minuti, 12 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

  2. 4 volte: 3000 m a ritmo mezza maratona, recupero 2 minuti e 30 secondi di corsetta

    Impegnato: dici poche parole alla volta.

    Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.

  3. Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento

    Riesci a parlare a frasi intere.

Come ti senti

Nei primi due tratti il ritmo sembra comodo, negli ultimi due devi correre dritto e senza strappi per tenerlo. Se finisci pensando che un altro lo avresti fatto, per la mezza è un buon segno.

L'errore tipico

Correre il primo tratto come se fosse l'unico: nei tratti lunghi la fatica arriva tardi ma si somma, e l'ultimo lo paghi tutto. Il primo deve sembrarti più facile del dovuto.

Quando farla

Nelle settimane centrali e nell'ultimo mese e mezzo di una preparazione da 10 km in su. Tienila lontana dal lungo, con un giorno facile prima.

Dopo: Lascia almeno tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.

In cosa differisce

Rispetto ai 3 x 3000 m corri un po' più piano, al ritmo che terresti in una mezza, ma per più chilometri: è più una prova generale della gara che un lavoro sulla velocità.

Come progredire

Aggiungi un tratto alla volta allo stesso ritmo, e solo dopo accorcia di poco il recupero. Passa alla versione più impegnativa quando l'ultimo tratto ti viene regolare come il primo.

Quando non farla

  • Dolore che cambia l'appoggio.
  • Febbre o malattia.
  • Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.

Età minima nel programma: 18 anni.

Ti serve una base di 45 km a settimana.

Ripetute lunghe: come funziona

Sono tratti lunghi, da cinque minuti a più di venti, a un ritmo forte ma che riesci a controllare. Lavorano vicino alla soglia, cioè il ritmo oltre il quale la fatica comincia ad accumularsi senza più stabilizzarsi [4], e nei tratti più corti si avvicinano al massimo del fiato. In ciclisti amatori quattro tratti da otto minuti hanno migliorato il rendimento più di quattro da quattro e di quattro da sedici [5]: non è corsa, ma dice che tratti lunghi e un po' meno veloci possono rendere quanto quelli brevi.

Per farla bene

  • Parti più piano di quanto ti verrebbe d'istinto: un tratto di due o tre chilometri sembra facile nei primi minuti e diventa duro alla fine. Se l'ultimo chilometro è il più lento, eri troppo veloce.
  • Per il ritmo puoi usare il respiro: riesci a dire qualche parola, ma non una frase intera. Se chiacchieri sei troppo piano, se non riesci a dire nulla sei troppo forte.
  • Il recupero può restare corto. In nove corridori molto allenati, su sei tratti da quattro minuti in leggera salita, passare da uno a quattro minuti di pausa ha cambiato poco il ritmo tenuto [6].
  • Un anello piano o una strada che conosci vanno bene quanto la pista, e con tratti così lunghi ti annoi meno.
  • Lascia almeno due giorni facili fra questa seduta e il lungo o un'altra seduta dura.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Ripetute lunghe: cosa dicono gli studi

Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Soglia, Resistenza, Ritmo gara.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.

    Torna al testo 1Torna al testo 2

  2. Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.

    Torna al testo 1Torna al testo 2

  3. Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.

    Torna al testo 1Torna al testo 2

  4. Poole DC, Burnley M, Vanhatalo A, Rossiter HB, Jones AM (2016). Critical Power: An Important Fatigue Threshold in Exercise Physiology. Medicine and science in sports and exercise, 48(11), 2320-2334. doi:10.1249/mss.0000000000000939

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione.

    Torna al testo

  5. Seiler S, Jøranson K, Olesen BV, Hetlelid KJ (2013). Adaptations to aerobic interval training: interactive effects of exercise intensity and total work duration. Scandinavian journal of medicine & science in sports, 23(1), 74-83. doi:10.1111/j.1600-0838.2011.01351.x

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 35 ciclisti amatori allenati, 7 settimane.

    Torna al testo

  6. Seiler S, Hetlelid KJ (2005). The impact of rest duration on work intensity and RPE during interval training. Medicine and science in sports and exercise, 37(9), 1601-1607. doi:10.1249/01.mss.0000177560.18014.d8

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 9 corridori molto allenati, a 5% di pendenza, risposte acute.

    Torna al testo