10 x 300 m
Porta al massimo la resistenza alla velocità, con un lavoro vicino a quello che fanno i mezzofondisti in pista.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 51 min
- Durezza
- 5 su 5
- Livelli
- Esperto
- Dove
- pista, strada
Totale: 51 minuti e 8,8 km. Lavoro: 13 minuti, 3 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
10 volte: 300 m molto forte, recupero 200 m di corsetta
Veloce ma sciolto: spalle basse e passo rapido.
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Picchia sia sul fiato sia sulle gambe, e dagli ultimi tre tratti esci stanco davvero. Se a metà serie stai già lottando, sei partito troppo forte.
L'errore tipico
Partire a tutta dal primo tratto: il passo si irrigidisce, le spalle salgono e a metà serie i tempi crollano. Qui conta correre veloce e sciolto, non sfinirsi.
Quando farla
In qualsiasi periodo della preparazione, anche nelle prime settimane in cui costruisci i chilometri. Mettila in un giorno lontano dal lungo, con una corsa facile il giorno prima.
Dopo: Lascia almeno due giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
Fra le ripetute da 300 è la più dura e pesa quasi come una gara corta: tienila per quando la versione da 8 ti riesce regolare e hai almeno due giorni facili dopo.
Come progredire
Settimana dopo settimana aggiungi prima qualche tratto alla stessa velocità, e solo dopo pensa a correre più veloce. Passa alla versione più impegnativa quando l'ultimo tratto ti esce sciolto come il primo.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
- Fastidio a polpaccio o tendine d'Achille.
Età minima nel programma: 18 anni.
Ripetute brevi: come funziona
Sono tratti corti e veloci, più rapidi del ritmo che terresti in una gara di 5 km, con una pausa fra l'uno e l'altro. Anche in sforzi così brevi lavorano insieme il sistema che usa l'ossigeno e quelli che ne fanno a meno [4][5], ed è per questo che dopo qualche ripetuta il fiato si fa corto anche se ogni tratto dura poco. Di solito però il limite lo senti nelle gambe, che si abituano a girare veloci restando sciolte, senza irrigidirsi.
Per farla bene
- Falle in pista o su un tratto di strada piano che hai misurato una volta per tutte: su distanze così corte bastano pochi metri di differenza per cambiare il tempo, e il GPS sbaglia facilmente.
- Scegli un ritmo che riesci a tenere uguale dalla prima all'ultima. Se le ultime due ti vengono molto più lente delle prime, sei partito troppo forte, e la volta dopo comincia un paio di secondi più piano.
- Prima scaldati con dieci o quindici minuti di corsa facile. In una revisione di studi il riscaldamento ha migliorato la maggior parte delle prestazioni misurate [6].
- Nel recupero cammina o corri piano, senza sederti: devi arrivare alla ripetuta successiva con il fiato tornato quasi normale e le gambe ancora calde.
- Tienila lontana dal lungo e dalle altre sedute dure, con almeno un giorno facile prima e uno dopo.
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]
Ripetute brevi: cosa dicono gli studi
Diversi studi, e concordi, ne confermano l'effetto. Le meta-analisi mostrano che gli intervalli alzano il VO2max [1][2][3], in adulti sani e in persone sedentarie o poco attive, quindi non solo nei corridori. Su quanto migliorino la gara di un amatore le prove sono molte meno.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Velocità, Economia di corsa.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Milanović Z, Sporiš G, Weston M (2015). Effectiveness of High-Intensity Interval Training (HIT) and Continuous Endurance Training for VO2max Improvements: A Systematic Review and Meta-Analysis of Controlled Trials. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 45(10), 1469-1481. doi:10.1007/s40279-015-0365-0
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 28 studi, 723 adulti sani di 18-45 anni. Non sono solo corridori.
Wen D, Utesch T, Wu J, Robertson S, Liu J, Hu G, Chen H (2019). Effects of different protocols of high intensity interval training for VO2max improvements in adults: A meta-analysis of randomised controlled trials. Journal of science and medicine in sport, 22(8), 941-947. doi:10.1016/j.jsams.2019.01.013
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 53 RCT; popolazioni generali, sovrappeso e atleti.
Bacon AP, Carter RE, Ogle EA, Joyner MJ (2013). VO2max trainability and high intensity interval training in humans: a meta-analysis. PloS one, 8(9), e73182. doi:10.1371/journal.pone.0073182
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 334 persone sotto i 45 anni, 6-13 settimane; alta eterogeneità.
Gastin PB (2001). Energy system interaction and relative contribution during maximal exercise. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 31(10), 725-741. doi:10.2165/00007256-200131100-00003
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione.
Billat LV (2001). Interval training for performance: a scientific and empirical practice. Special recommendations for middle- and long-distance running. Part II: anaerobic interval training. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 31(2), 75-90. doi:10.2165/00007256-200131020-00001
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.
Fradkin AJ, Zazryn TR, Smoliga JM (2010). Effects of warming-up on physical performance: a systematic review with meta-analysis. Journal of strength and conditioning research, 24(1), 140-148. doi:10.1519/jsc.0b013e3181c643a0
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Pochi RCT.