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Allenamenti Podismo

Rigenerante di 30 minuti

Mezz'ora lentissima il giorno dopo una seduta impegnativa, per sciogliere le gambe senza togliere energie alla prossima.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
30 min
Durezza
1 su 5
Livelli
Principiante, Intermedio, Esperto
Dove
strada, sterrato

Totale: 30 minuti e 4,6 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. 30 minuti molto lento

    Parli senza fatica e potresti andare avanti a lungo.

Come ti senti

Nei primi minuti le gambe sono dure, verso il decimo si sciolgono. Il fiato resta tranquillo per tutta la mezz'ora.

L'errore tipico

Allungarla o accelerare perché ti senti bene: il suo compito è farti recuperare dalla fatica del giorno prima, e se diventa una corsa normale quel recupero salta.

Quando farla

Il giorno dopo una seduta impegnativa o un lungo, quando preferisci muoverti un po' invece di stare fermo.

Dopo: Non pesa sul resto della settimana: il giorno dopo puoi fare quello che prevede il piano.

In cosa differisce

Dura dieci minuti più del rigenerante da venti ed è adatta a chi ha già una buona base, cioè corre con regolarità da tempo e regge bene l'uscita del giorno prima.

Come progredire

Non cresce: resta breve e lentissima anche quando sei più allenato, perché serve a lasciarti recuperare e non a costruire.

Quando non farla

  • Febbre o malattia.
  • Dolore che cambia l'appoggio.

Età minima nel programma: 8 anni.

Facile e recupero: come funziona

La corsa facile è quella in cui riesci a parlare a frasi intere, e a quel ritmo stai sotto la prima soglia del respiro, il punto oltre il quale parlare diventa scomodo [4][5]. Lì sotto, in corridori allenati, anche due ore di corsa disturbano poco il sistema nervoso che regola il recupero [1], quindi puoi mettere insieme chilometri senza togliere energie alle sedute dure. Mitocondri e capillari, cioè le piccole centrali che producono energia nei muscoli e i vasi sottili che portano loro l'ossigeno, migliorano con ogni tipo di allenamento, corsa facile compresa [2].

Per farla bene

  • Usa il parlare come misura: se riesci a dire una frase intera senza fermarti a prendere fiato vai bene, se ti escono solo poche parole sei troppo veloce. Lascia stare il ritmo sull'orologio, che cambia con il caldo, il vento e la stanchezza.
  • Andare piano nei giorni facili paga anche agli amatori. In 30 corridori di buon livello, dieci settimane con quasi quattro quinti dell'allenamento a ritmo facile hanno migliorato i 10 km più di un programma con molto ritmo medio [6].
  • In salita rallenta, o cammina, per restare nello stesso sforzo: il ritmo facile è una fatica, non una velocità.
  • Defaticamento e corsa rigenerante non sembrano accelerare il recupero [3]: falli perché ti fanno stare bene o per aggiungere chilometri leggeri, non per smaltire la fatica.
  • Se sei stanco, una corsa facile più corta o un giorno di riposo vanno bene lo stesso: una seduta saltata è un dato, non una colpa.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Facile e recupero: cosa dicono gli studi

Gli studi ci sono, ma sono pochi, piccoli o fatti su persone diverse da un amatore. Gli effetti si deducono da altri studi: sotto la prima soglia il recupero autonomico è rapido [1] e ogni allenamento migliora mitocondri e capillari [2]. Il defaticamento attivo è in gran parte inefficace per il recupero [3].

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Recupero.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Seiler S, Haugen O, Kuffel E (2007). Autonomic recovery after exercise in trained athletes: intensity and duration effects. Medicine and science in sports and exercise, 39(8), 1366-1373. doi:10.1249/mss.0b013e318060f17d

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 9 corridori molto allenati e 9 allenati.

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  2. Mølmen KS, Almquist NW, Skattebo Ø (2025). Effects of Exercise Training on Mitochondrial and Capillary Growth in Human Skeletal Muscle: A Systematic Review and Meta-Regression. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 55(1), 115-144. doi:10.1007/s40279-024-02120-2

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Meta-regressione su 5973 persone, compresi malati. Il legame col carico è meno chiaro per i capillari.

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  3. Van Hooren B, Peake JM (2018). Do We Need a Cool-Down After Exercise? A Narrative Review of the Psychophysiological Effects and the Effects on Performance, Injuries and the Long-Term Adaptive Response. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 48(7), 1575-1595. doi:10.1007/s40279-018-0916-2

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

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  4. Persinger R, Foster C, Gibson M, Fater DC, Porcari JP (2004). Consistency of the talk test for exercise prescription. Medicine and science in sports and exercise, 36(9), 1632-1636. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Tapis roulant e bici, laboratorio.

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  5. Foster C, Porcari JP, Anderson J, Paulson M, Smaczny D, Webber H, Doberstein ST, Udermann B (2008). The talk test as a marker of exercise training intensity. Journal of cardiopulmonary rehabilitation and prevention, 28(1), 24-30; quiz 31-2. doi:10.1097/01.hcr.0000311504.41775.78

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Giovani adulti sani, 4 serie di esperimenti.

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  6. Muñoz I, Seiler S, Bautista J, España J, Larumbe E, Esteve-Lanao J (2014). Does polarized training improve performance in recreational runners? International journal of sports physiology and performance, 9(2), 265-272. doi:10.1123/ijspp.2012-0350

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 30 corridori; livello già buono.

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