Salta al contenuto
Allenamenti Podismo

Corsetta pre-gara con allunghi

Scioglie le gambe il giorno prima della gara con venti minuti lentissimi e tre allunghi brevi, per sentirle pronte al via.

Aggiornato il .

La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.

Durata stimata
23 min
Durezza
1 su 5
Livelli
Principiante, Intermedio, Esperto
Dove
strada, sterrato

Totale: 23 minuti e 3,4 km. Lavoro: 1 minuto, 0,2 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.

La struttura

  1. 20 minuti molto lento

    Parli senza fatica e potresti andare avanti a lungo.

  2. 3 volte: 15 secondi in allungo, recupero 1 minuto camminando

    Acceleri piano fino a una velocità alta, sempre sciolto: non è uno sprint.

    Passo tranquillo: il fiato torna normale.

Come si fa

Allungo
  1. Parti da una corsa tranquilla e accelera piano piano, senza strappi, per circa metà del tratto.
  2. Nella seconda metà tieni una velocità alta ma non massima: veloce e sciolto, non uno sprint.
  3. Spalle basse, mani aperte e morbide, viso rilassato. Il passo diventa più rapido e un po' più lungo da solo, senza che tu lo forzi.
  4. Alla fine non fermarti di colpo: rallenta per qualche metro e poi recupera come dice la scheda.

L'errore più comune. L'errore più comune è trasformarlo in uno sprint, con i pugni stretti, le spalle alte e il viso contratto. Così stanca e non ti insegna a correre veloce restando sciolto. Se ti senti rigido, al prossimo allungo fermati a una velocità un po' più bassa.

Perché ti serve. Abitua le gambe a girare veloci senza una fatica vera. Dopo una corsa lenta sciolgono il passo e non pesano sul resto della settimana.

Come ti senti

Finisci con la voglia di correre e le gambe leggere. Se gli allunghi ti lasciano il fiato corto, li hai fatti troppo forti.

L'errore tipico

Approfittarne per un ultimo test, allungandola o spingendo negli allunghi: la condizione ormai è quella, e il giorno prima puoi solo stancarti.

Quando farla

Il giorno prima della gara, al posto di qualsiasi altra corsa.

Dopo: Non pesa sul resto della settimana: il giorno dopo puoi fare quello che prevede il piano.

In cosa differisce

In tutto corri veloce solo 45 secondi, divisi in tre allunghi: abbastanza per svegliare le gambe, troppo poco per stancarle. L'allungo è un'accelerazione graduale fino a una velocità alta ma sciolta, non uno sprint.

Come progredire

Non si progredisce: è sempre la stessa, prima di ogni gara. Se sei teso o stanco, scegli la versione senza allunghi.

Quando non farla

  • Febbre o malattia.
  • Dolore che cambia l'appoggio.

Età minima nel programma: 8 anni.

Facile e recupero: come funziona

La corsa facile è quella in cui riesci a parlare a frasi intere, e a quel ritmo stai sotto la prima soglia del respiro, il punto oltre il quale parlare diventa scomodo [4][5]. Lì sotto, in corridori allenati, anche due ore di corsa disturbano poco il sistema nervoso che regola il recupero [1], quindi puoi mettere insieme chilometri senza togliere energie alle sedute dure. Mitocondri e capillari, cioè le piccole centrali che producono energia nei muscoli e i vasi sottili che portano loro l'ossigeno, migliorano con ogni tipo di allenamento, corsa facile compresa [2].

Per farla bene

  • Usa il parlare come misura: se riesci a dire una frase intera senza fermarti a prendere fiato vai bene, se ti escono solo poche parole sei troppo veloce. Lascia stare il ritmo sull'orologio, che cambia con il caldo, il vento e la stanchezza.
  • Andare piano nei giorni facili paga anche agli amatori. In 30 corridori di buon livello, dieci settimane con quasi quattro quinti dell'allenamento a ritmo facile hanno migliorato i 10 km più di un programma con molto ritmo medio [6].
  • In salita rallenta, o cammina, per restare nello stesso sforzo: il ritmo facile è una fatica, non una velocità.
  • Defaticamento e corsa rigenerante non sembrano accelerare il recupero [3]: falli perché ti fanno stare bene o per aggiungere chilometri leggeri, non per smaltire la fatica.
  • Se sei stanco, una corsa facile più corta o un giorno di riposo vanno bene lo stesso: una seduta saltata è un dato, non una colpa.

Quanto è provata

Ci sono studi su questo tipo di allenamento

Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2][3]

Facile e recupero: cosa dicono gli studi

Gli studi ci sono, ma sono pochi, piccoli o fatti su persone diverse da un amatore. Gli effetti si deducono da altri studi: sotto la prima soglia il recupero autonomico è rapido [1] e ogni allenamento migliora mitocondri e capillari [2]. Il defaticamento attivo è in gran parte inefficace per il recupero [3].

Se vuoi capire perché

Ti serve per: Recupero.

Note e fonti

Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.

  1. Seiler S, Haugen O, Kuffel E (2007). Autonomic recovery after exercise in trained athletes: intensity and duration effects. Medicine and science in sports and exercise, 39(8), 1366-1373. doi:10.1249/mss.0b013e318060f17d

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 9 corridori molto allenati e 9 allenati.

    Torna al testo 1Torna al testo 2Torna al testo 3

  2. Mølmen KS, Almquist NW, Skattebo Ø (2025). Effects of Exercise Training on Mitochondrial and Capillary Growth in Human Skeletal Muscle: A Systematic Review and Meta-Regression. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 55(1), 115-144. doi:10.1007/s40279-024-02120-2

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Meta-regressione su 5973 persone, compresi malati. Il legame col carico è meno chiaro per i capillari.

    Torna al testo 1Torna al testo 2Torna al testo 3

  3. Van Hooren B, Peake JM (2018). Do We Need a Cool-Down After Exercise? A Narrative Review of the Psychophysiological Effects and the Effects on Performance, Injuries and the Long-Term Adaptive Response. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 48(7), 1575-1595. doi:10.1007/s40279-018-0916-2

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.

    Torna al testo 1Torna al testo 2Torna al testo 3

  4. Persinger R, Foster C, Gibson M, Fater DC, Porcari JP (2004). Consistency of the talk test for exercise prescription. Medicine and science in sports and exercise, 36(9), 1632-1636. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Tapis roulant e bici, laboratorio.

    Torna al testo

  5. Foster C, Porcari JP, Anderson J, Paulson M, Smaczny D, Webber H, Doberstein ST, Udermann B (2008). The talk test as a marker of exercise training intensity. Journal of cardiopulmonary rehabilitation and prevention, 28(1), 24-30; quiz 31-2. doi:10.1097/01.hcr.0000311504.41775.78

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Giovani adulti sani, 4 serie di esperimenti.

    Torna al testo

  6. Muñoz I, Seiler S, Bautista J, España J, Larumbe E, Esteve-Lanao J (2014). Does polarized training improve performance in recreational runners? International journal of sports physiology and performance, 9(2), 265-272. doi:10.1123/ijspp.2012-0350

    Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 30 corridori; livello già buono.

    Torna al testo