Test dei 30 minuti
Misura quanta strada fai in 30 minuti tirati: dagli ultimi 20 si ricava la soglia, il ritmo forte che reggi per circa un'ora.
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La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 55 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- pista, strada
Totale: 55 minuti e 10,2 km. Lavoro: 30 minuti, 6,2 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
30 minuti al massimo che riesci a tenere per tutta la prova
Come una gara: parti regolare e finisci senza più nulla.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
È mezz'ora al massimo che riesci a tenere: il fiato è profondo e veloce, e dici solo poche parole. Il ritmo deve restare regolare; se negli ultimi dieci minuti cala molto, sei partito troppo forte.
L'errore tipico
Partire troppo forte: dopo pochi minuti sei costretto a rallentare, e il risultato racconta la partenza sbagliata più che il tuo livello. Il test vale solo se arrivi in fondo con un ritmo regolare.
Quando farla
Ogni 4-8 settimane, in un giorno in cui sei riposato, su un percorso piatto. Non metterlo dopo una seduta dura né il giorno dopo il lungo.
Dopo: Lascia almeno tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa: uno sforzo da gara stanca più di quanto sembri a fine prova.
In cosa differisce
È a tempo fisso, quindi non ti serve un percorso misurato: basta il GPS dell'orologio. Sceglilo se ti interessa soprattutto la soglia, il ritmo delle sedute lunghe e sostenute.
Come progredire
Il test non si allena: si ripete dopo 4-8 settimane, sulla stessa strada e possibilmente con un meteo simile, per vedere se il resto dell'allenamento sta funzionando.
Quando non farla
- Dolore in corso.
- Malattia.
- Stanchezza forte: rimanda.
Età minima nel programma: 14 anni.
Test: come funziona
Un test è uno sforzo vero, a tempo o su una distanza fissa, che dice dove sei oggi e da cui si ricavano i ritmi degli allenamenti. Alcuni stimano la velocità critica, il ritmo oltre il quale la fatica si accumula fino a costringerti a rallentare [3]: in pista basta fare tre corse nello stesso giorno [1], e in nove fondisti d'élite era molto vicina alla velocità tenuta in una gara di 10 km [4]. Pesa come una seduta dura, quindi prende il posto di una di quelle.
Per farla bene
- Fallo da riposato, senza sedute dure nei due giorni prima, e scaldati come per una gara: un quarto d'ora di corsa facile e qualche allungo.
- Ripetilo nelle stesse condizioni, con lo stesso percorso, un'ora del giorno simile e le stesse scarpe, così il confronto dice qualcosa. Con il caldo anche i migliori maratoneti vanno più piano [5]: se fa molto caldo, rimandalo.
- Parti a un ritmo che pensi di tenere fino in fondo e, se ne hai, accelera nella seconda metà. Se parti troppo forte ottieni un tempo che dice poco di quanto vali.
- Ogni sei-otto settimane basta: se lo ripeti più spesso, finisci per misurare soprattutto la stanchezza.
- Anche una gara vera, corsa a tutta, vale come test.
Quanto è provata
Ci sono studi su questo tipo di allenamento
Gli studi riguardano questo tipo di allenamento in generale. Il numero di ripetizioni, le distanze e i recuperi di questa seduta vengono invece dall'esperienza di chi allena, come in quasi tutte le tabelle di allenamento. [1][2]
Test: cosa dicono gli studi
Gli studi ci sono, ma sono pochi, piccoli o fatti su persone diverse da un amatore. La velocità critica si può stimare in pista con tre corse in un giorno [1] o dai dati di allenamento [2]. La versione a due distanze non è validata in ciò che abbiamo letto.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Ritmo gara, Potenza del fiato.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Galbraith A, Hopker J, Lelliott S, Diddams L, Passfield L (2014). A single-visit field test of critical speed. International journal of sports physiology and performance, 9(6), 931-935. doi:10.1123/ijspp.2013-0507
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 10 uomini fondisti; distanze non 1200/2400.
Smyth B, Muniz-Pumares D (2020). Calculation of Critical Speed from Raw Training Data in Recreational Marathon Runners. Medicine and science in sports and exercise, 52(12), 2637-2645. doi:10.1249/mss.0000000000002412
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Dati di orologio.
Jones AM, Vanhatalo A, Burnley M, Morton RH, Poole DC (2010). Critical power: implications for determination of V˙O2max and exercise tolerance. Medicine and science in sports and exercise, 42(10), 1876-1890. doi:10.1249/mss.0b013e3181d9cf7f
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione breve.
Kranenburg KJ, Smith DJ (1996). Comparison of critical speed determined from track running and treadmill tests in elite runners. Medicine and science in sports and exercise, 28(5), 614-618. doi:10.1097/00005768-199605000-00013
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 9 élite.
Ely MR, Cheuvront SN, Roberts WO, Montain SJ (2007). Impact of weather on marathon-running performance. Medicine and science in sports and exercise, 39(3), 487-493. doi:10.1249/mss.0b013e31802d3aba
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: 7 maratone, risultati per posizione.