Cut-down 1000-800-600-400-200
Ripetute sempre più corte e più veloci, da mille a duecento metri, per allenarti ad alzare il ritmo anche quando sei stanco.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 47 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- strada, pista
Totale: 47 minuti e 8,1 km. Lavoro: 14 minuti, 3 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
1000 m a ritmo 10 km
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
recupero 2 minuti di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
800 m a ritmo 5 km
Duro: non riesci a parlare, ma tieni la forma.
recupero 2 minuti di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
600 m forte
Duro: non parli, e arrivi in fondo a ogni ripetuta contento che sia finita.
recupero 2 minuti di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
400 m forte
Duro: non parli, e arrivi in fondo a ogni ripetuta contento che sia finita.
recupero 2 minuti di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
200 m molto forte
Veloce ma sciolto: spalle basse e passo rapido.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Il primo tratto è il più lungo, l'ultimo il più veloce e il più breve, e corri i 200 metri con il fiato già alto. Se nel 200 non riesci a essere più veloce che nel 400, hai spinto troppo nei primi tratti.
L'errore tipico
Partire già forte: il ritmo deve salire, non calare, e se parti troppo veloce arrivi alla parte finale senza la forza per accelerare. La prima parte deve sembrarti quasi troppo facile.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, al posto di una seduta di ripetute. Non metterla il giorno prima del lungo.
Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
A differenza degli altri progressivi qui ti fermi tra un tratto e l'altro, e i tratti si accorciano mentre il ritmo sale fino al passo più veloce. Non chiede una base minima di chilometri.
Come progredire
Prima allunga la parte più veloce, poi alza di poco il ritmo finale. Passa alla versione successiva quando l'ultimo tratto ti viene controllato, senza dover stringere i denti.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 14 anni.
Progressivi e cambi di ritmo: come funziona
Nel progressivo parti piano e chiudi forte nella stessa uscita; nei cambi di ritmo passi sopra e sotto un ritmo di riferimento senza fermarti. La parte lenta fa da riscaldamento lungo, e quella veloce arriva quando sei già stanco, come nel finale di una gara. In maratoneti, dopo un'ora e mezza di corsa alla soglia la velocità che reggevano è calata, e chi è calato meno ha corso la maratona più forte [1]; se finire forte in allenamento migliori questa tenuta non è stato studiato.
Per farla bene
- La regola è non partire forte: il primo tratto deve sembrarti fin troppo facile. Se arrivi all'ultima parte già al limite, hai cominciato troppo veloce.
- Alza il ritmo a piccoli passi, senza strappi: ogni tratto un po' più veloce del precedente, e l'ultimo forte ma ancora sotto controllo, non uno sprint.
- Usa un percorso piano o un anello che conosci, così a far salire il ritmo sei tu e non le salite.
- Pesa più di quanto sembra, perché la parte dura arriva sulle gambe stanche: nella settimana contala come una seduta impegnativa.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Progressivi e cambi di ritmo: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Non abbiamo trovato studi, nemmeno sul finale veloce.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Cambi di ritmo, Velocità.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Hunter B, Muniz-Pumares D (2025). Durability of Parameters Associated With Endurance Running in Marathoners. European journal of sport science, 25(11), e70073. doi:10.1002/ejsc.70073
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Maratoneti, campione piccolo, correlazione.