Alternato veloce e medio: 8 km
Un chilometro al ritmo dei 10 km e uno a ritmo medio, quattro volte, per imparare a recuperare senza rallentare troppo.
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La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 68 min
- Durezza
- 4 su 5
- Livelli
- Intermedio, Esperto
- Dove
- strada, pista
Totale: 1 ora e 8 minuti e 12 km. Lavoro: 43 minuti, 8 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
4 volte: 1000 m a ritmo 10 km, 1000 m a ritmo medio
Duro ma regolare: respiro profondo e veloce.
Impegnato ma controllato: parli a frasi brevi.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
Nei chilometri medi respiri ancora forte e non ti riprendi mai del tutto. Se il chilometro medio ti costringe a rallentare molto, quello veloce era troppo forte.
L'errore tipico
Partire già forte: il ritmo deve salire, non calare, e se parti troppo veloce arrivi alla parte finale senza la forza per accelerare. La prima parte deve sembrarti quasi troppo facile.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, una volta ogni due o tre settimane al posto della seduta di soglia, quella al ritmo più forte che reggi per circa un'ora.
Dopo: Lascia due o tre giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
A differenza delle ripetute non ti fermi mai: anche il chilometro di recupero è corsa sostenuta, quindi il fiato non torna del tutto. Allena quello che succede in gara quando, dopo un tratto forte, devi continuare a correre bene.
Come progredire
Prima allunga la parte più veloce, poi alza di poco il ritmo finale. Passa alla versione successiva quando l'ultimo tratto ti viene controllato, senza dover stringere i denti.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 16 anni.
Ti serve una base di 15 km a settimana.
Progressivi e cambi di ritmo: come funziona
Nel progressivo parti piano e chiudi forte nella stessa uscita; nei cambi di ritmo passi sopra e sotto un ritmo di riferimento senza fermarti. La parte lenta fa da riscaldamento lungo, e quella veloce arriva quando sei già stanco, come nel finale di una gara. In maratoneti, dopo un'ora e mezza di corsa alla soglia la velocità che reggevano è calata, e chi è calato meno ha corso la maratona più forte [1]; se finire forte in allenamento migliori questa tenuta non è stato studiato.
Per farla bene
- La regola è non partire forte: il primo tratto deve sembrarti fin troppo facile. Se arrivi all'ultima parte già al limite, hai cominciato troppo veloce.
- Alza il ritmo a piccoli passi, senza strappi: ogni tratto un po' più veloce del precedente, e l'ultimo forte ma ancora sotto controllo, non uno sprint.
- Usa un percorso piano o un anello che conosci, così a far salire il ritmo sei tu e non le salite.
- Pesa più di quanto sembra, perché la parte dura arriva sulle gambe stanche: nella settimana contala come una seduta impegnativa.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Progressivi e cambi di ritmo: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Non abbiamo trovato studi, nemmeno sul finale veloce.
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Cambi di ritmo, Soglia, Resistenza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Hunter B, Muniz-Pumares D (2025). Durability of Parameters Associated With Endurance Running in Marathoners. European journal of sport science, 25(11), e70073. doi:10.1002/ejsc.70073
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Maratoneti, campione piccolo, correlazione.