Fartlek Mona doppio
Due volte lo schema Mona da venti minuti, con cinque minuti di corsa lentissima in mezzo, per vedere se reggi i cambi anche da stanco.
Aggiornato il .
La larghezza è il tempo, l'altezza la fatica. Le barre sono calcolate per un corridore d'esempio, 10 km in 48:30, e con i tuoi ritmi le proporzioni cambiano.
- Durata stimata
- 70 min
- Durezza
- 5 su 5
- Livelli
- Esperto
- Dove
- strada, sterrato
Totale: 1 ora e 10 minuti e 11,8 km. Lavoro: 20 minuti, 3,9 km. È una stima generica: con i tuoi ritmi cambia.
La struttura
Riscaldamento: 15 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
2 volte: 2 volte: 1 minuto e 30 secondi forte a sensazione, 1 minuto e 30 secondi a ritmo lento, 4 volte: 1 minuto forte a sensazione, 1 minuto a ritmo lento, 4 volte: 30 secondi forte a sensazione, 30 secondi a ritmo lento, 4 volte: 15 secondi forte a sensazione, 15 secondi a ritmo lento, recupero 5 minuti di corsetta
Più lento del lento: il fiato torna mentre corri.
Defaticamento: 10 minuti a ritmo lento
Riesci a parlare a frasi intere.
Come ti senti
La prima serie va come al solito, la seconda è molto più dura anche se lo schema è uguale. Se nella seconda i cambi da quindici secondi non sono più veloci degli altri, sei partito troppo forte.
L'errore tipico
Fermarti o camminare tra un cambio e l'altro: nel fartlek il recupero è corsa lenta, ed è proprio questo che lo distingue dalle ripetute e ti abitua a cambiare passo senza fermarti.
Quando farla
Nelle settimane centrali della preparazione e nell'ultimo mese e mezzo prima della gara, quando il Mona singolo ti viene regolare.
Dopo: Lascia almeno due giorni prima di un'altra seduta impegnativa.
In cosa differisce
La seconda serie è quella che conta, perché ti dice se hai gestito bene la prima. È una seduta per chi è esperto e conosce già bene il Mona singolo.
Come progredire
Prima aggiungi qualche cambio, poi allungali di mezzo minuto alla volta tenendo uguale il recupero. Passa alla versione successiva quando l'ultimo cambio ti viene sciolto come il primo.
Quando non farla
- Dolore che cambia l'appoggio.
- Febbre o malattia.
- Una giornata in cui sei molto stanco o hai dormito male.
Età minima nel programma: 18 anni.
Fartlek: come funziona
Fartlek in svedese vuol dire gioco di velocità: dentro una corsa continua metti dei tratti più veloci, e fra uno e l'altro rallenti senza mai fermarti. Impari a recuperare mentre corri, perché il fiato deve tornare giù senza che ti fermi, e a cambiare ritmo quando decidi tu, come in gara quando il percorso cambia o qualcuno allunga. Quello che fa al corpo dipende da quanto sono lunghi e veloci i tratti, più che dal nome della seduta [2].
Per farla bene
- Usa quello che trovi per strada: un palo, una curva, la fine di un viale. Non ti serve un percorso misurato, ed è proprio questo il bello.
- Regola i tratti veloci a sensazione. Su una scala da uno a dieci, dove dieci è il massimo, quelli lunghi stanno intorno a sette e quelli brevi possono arrivare a otto: è un riferimento pratico, non una regola. Se nei tratti lenti il fiato non torna tranquillo, i veloci erano troppo veloci.
- Nei tratti lenti continua a correre, anche piano piano: se ti fermi diventa una seduta di ripetute.
- È una buona seduta per tornare ad andare forte dopo un periodo tranquillo, o quando le ripetute in pista ti pesano, perché fai fatica senza stare attaccato al cronometro.
Quanto è provata
Viene dalla pratica degli allenatori
Per questa seduta non abbiamo trovato studi: com'è fatta e quanto dura vengono dall'esperienza di chi allena.
Fartlek: cosa dicono gli studi
Viene dall'esperienza degli allenatori: studi non ne abbiamo trovati. Non abbiamo trovato studi sul fartlek nella corsa di fondo. Quello che sappiamo sull'origine del nome viene da una rivista specializzata, non da documenti d'epoca [1].
Se vuoi capire perché
Ti serve per: Cambi di ritmo, Resistenza.
Note e fonti
Accanto a ogni voce trovi che cosa abbiamo letto. Come si leggono queste note.
Lowes D (2014). Fartlek running: playing with speed Athletics Weekly. athleticsweekly.com
Letto: secondaria.sappiamo che esiste da metadati o dalla pagina dell'editore, e il contenuto viene da terzi o manca. Limite: Rivista specializzata, nessun documento originale.
Buchheit M, Laursen PB (2013). High-intensity interval training, solutions to the programming puzzle. Part II: anaerobic energy, neuromuscular load and practical applications. Sports medicine (Auckland, N.Z.), 43(10), 927-954. doi:10.1007/s40279-013-0066-5
Letto: abstract.abbiamo letto solo l'abstract sul record PubMed, e quello che lì non compare non l'abbiamo controllato. Limite: Revisione narrativa.